ATTIVATO IL CONTROLLO DI VICINATO

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    CON DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE NUMERO 74 DEL 16-04-2018 "SICUREZZA ATTIVA MEDIANTE IL CONTROLLO DEL VICINATO" si è stabilito di:

    1. adottare il “controllo del vicinato” come formula aggregativa meritevole di promozione e incentivazione su tutto il territorio comunale, PREVIA ADESIONE DEI CITTADINI DELLE FRAZIONI E DELLE ZONE INTERESSATE, anche in termini di coesione sociale e recupero di rapporti di vicinato improntati alla collaborazione e al mutuo supporto;

    2. dare mandato alla Polizia Locale del coordinamento delle attività necessarie alla promozione e alla diffusione del progetto aggregativo sul territorio comunale, d’intesa con il Sindaco e l’assessorato alle politiche sociali;

    3. installare apposita cartellonistica, recante il logo “CONTROLLO DEL VICINATO” da posizionarsi nei quartieri e nelle frazioni, in aree pubbliche e private ove si costituiscono i nuovi gruppi di cittadinanza attiva. Il logo da utilizzare è quello approvato dall’Associazione INWA - ITALIAN NEIGHBOURHOOD WATCH ASSOCIATION.

     



     

    CON SUCCESSIVA DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE NUMERO 155 DEL 19-09-2018 è stato approvato il PROTOCOLLO D’INTESA PER IL CONTROLLO DI VICINATO tra la Prefettura Utg di Perugia ed il Comune di Bevagna unitamente al VADEMECUM OPERATIVO

     

    PROTOCOLLO D’INTESA PER IL CONTROLLO DI VICINATO TRA LA PREFETTURA - UTG DI PERUGIA ED IL COMUNE DI BEVAGNA [SINTESI]

     

    Oggetto e finalità del Protocollo

    Realizzare un più ampio SISTEMA INTEGRATO DI SICUREZZA URBANA affiancando agli interventi di competenza esclusiva delle Forze di Polizia le iniziative dei cittadini volte a favorire e migliorare la conoscenza reciproca nell’ambito delle zone e delle frazioni del comune di Bevagna consentendo:

    a. una migliore vivibilità delle aree coinvolte mediante attività di segnalazione delle anomalie, mediazione dei conflitti e aggregazione sociale;

    b. il rafforzamento del rapporto di collaborazione tra i cittadini e le Istituzioni, promuovendo l'educazione alla convivenza, il rispetto della legalità, il dialogo tra le persone, l'integrazione e l'inclusione sociale;

    c. lo sviluppo del senso civico di appartenenza alla comunità di residenti, agevolandone la serena convivenza;

    d. il      miglioramento   delle azioni di prevenzione, delle attività d’informazione per il cittadino, della vivibilità degli spazi pubblici urbani, del collegamento fra i cittadini, servizi locali, Polizia Locale e Forze di Polizia a competenza generale presenti sul territorio comunale, per giungere ad una maggiore vivibilità e qualità di vita dell’area, con una migliorata percezione di sicurezza.

     

    Il Comune di Bevagna si impegna ad elaborare un Progetto di controllo del vicinato aperto alla partecipazione attiva di tutti i cittadini nello stesso residenti o ivi stabilmente dimoranti, che, a loro volta, si impegnino a rispettare le indicazioni contenute nel protocollo e le successive prescrizioni contenute nel suddetto Progetto.

     

    La Prefettura si impegna:

    - ad offrire al Comune supporto nell’elaborazione ed attuazione del Progetto di controllo del vicinato, anche attraverso apposite riunioni del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica;

    - a promuovere la partecipazione di rappresentanti delle Forze di Polizia agli incontri;

    - a favorire la creazione di un rapporto costante e diretto da parte delle Forze dell’Ordine con i Coordinatori del Progetto, ai quali fornire le informazioni necessarie e dai quali apprendere ogni notizia su eventuali situazioni sospette.

     

    Il Comune, nel quadro della definizione del Progetto di vicinato, si obbliga a:

    a. delineare le caratteristiche principali di ciascuna area cittadina, sia sotto il profilo sociale (caratteristiche demografiche, percentuale di etnie straniere, presenza di scuole, centri assistenziali o simili, ecc.) che economico (numero e caratteristiche degli esercizi commerciali, imprese, istituti di credito, servizi, ecc.);

    b. sensibilizzare i cittadini di una zona definita, nella quale è sentita l’esigenza di maggiori controlli, favorendo la costituzione di “una rete”;

    c. promuovere e pubblicizzare le possibilità offerte dall’adesione al programma;

    d. far partecipare la Polizia Locale all’attuazione degli impegni previsti dal presente Protocollo;

    e. vagliare le adesioni dei cittadini al successivo progetto, mediante l’individuazione di un Responsabile di Progetto;

    f. predisporre idonea cartellonistica da apporre, secondo le vigenti disposizioni, nelle aree in cui i residenti aderiranno al futuro progetto, finalizzata ad alzare il “livello di attenzione” e a comunicare ad eventuali malintenzionati che gli abitanti della zona sono attenti e consapevoli;

    g. promuovere presso idonei locali periodiche riunioni dei cittadini aderenti - eventualmente per aree omogenee - volte a :

    - illustrare gli obiettivi e le modalità esecutive del progetto, anche mediante l’apporto di figure professionali o associazioni terze;

    - incontrare le Forze di Polizia a competenza generale presenti sul territorio comunale, in base alle materie di competenza;

    h. organizzare mediante le strutture comunali o con l’ausilio del responsabile di progetto e dei coordinatori, gruppi di messaggistica istantanea su piattaforma WhatsApp, una mailing list, nominando i relativi amministratori;

    i. comunicare alla Prefettura, alla Questura ed al Comando Provinciale Carabinieri:

    - la costituzione del gruppo di controllo, comprensivo dei nominativi degli aderenti e delle generalità del coordinatore, al fine di verificare la compatibilità di quest’ultimo con il ruolo attribuitogli;

    - i nominativi degli amministratori dei gruppi di messaggistica istantanea su piattaforma WhatsApp e della mailing list;

    j. integrare il progetto con sistemi di videosorveglianza, provvedendo, se del caso, all’aggiornamento di quelli esistenti o all’attivazione di nuovi, secondo le prescritte procedure e disposizioni diramate dal Ministero dell’Interno;

    k. vigilare sulla rigorosa osservanza della corretta esecuzione del progetto da parte dei cittadini, affinché, in particolare, essi:

    - limitino il proprio intervento a una attività di mera osservazione;

    - si astengano da incaute iniziative personali o comportamenti imprudenti, che potrebbero determinare situazioni di pericolo per se medesimi o altri;

    - non sconfinino in eventuali, possibili forme di pattugliamento attivo, individuale o collettivo, del territorio;

    - non utilizzino, né loro né i Coordinatori uniformi, emblemi, simboli ed altri segni distintivi o denominazioni che possano ricondurre, direttamente o indirettamente ai corpi di polizia statali e locali, ovvero alle Forze Armate o che possano contenere riferimenti a partiti, movimenti politici o sindacali;

    - che non si avvalgano di sponsorizzazioni private.

     

    VADEMECUM OPERATIVO ALLEGATO AL PROTOCOLLO DI VICINATO STIPULATO TRA LA PREFETTURA - UTG DI PERUGIA E IL COMUNE DI BEVAGNA

     

    Impegno dei cittadini aderenti al progetto comunale

    Il compito dei cittadini - volto a tutelare in modo efficace il territorio, non solo con riferimento alla sicurezza generale ma anche alla tutela dell’ambiente e del decoro urbano - è quello di:

    a. auto-organizzazione    tra    vicini - sviluppando una attività di collaborazione - per l’attenta osservazione dell'area intorno alle proprie abitazioni laddove i molti occhi dei residenti sugli spazi pubblici e privati possono rappresentare un deterrente contro i comportamenti illegali generalmente definiti, provvedendo, ad esempio, a:

    - segnalare ai vicini, per esempio, un’assenza prolungata dalla propria abitazione, l’esecuzione di lavori che comporteranno rumori, l'installazione di un sistema di allarme o di protezione;

    - togliere la posta dalla cassetta postale al vicino che si allontana per vacanze, nel caso accendendo saltuariamente qualche luce del giardino del vicino per segnalare che la casa è abitata;

    - affacciarsi spesso per verificare che sia tutto a posto;

    b. costituire una forza propositiva per le Istituzioni e le Amministrazioni, integrativa per quanto queste sono chiamate a svolgere per ufficio;

    c. organizzare iniziative culturali e sociali volte a vivere maggiormente le strade del proprio ambito;

    d. segnalare eventuali vulnerabilità ambientali, comportamenti sospetti, elementi e/o fatti d’interesse al Comune o alle Forze di Polizia, sulla base delle materie di competenza, mediante il coordinatore e /o il responsabile del progetto. Al riguardo, in via generale, si potranno:

    - annotare numeri di targa di persone sospette, non conosciute;

    - chiedere a persone che sostano in zona, senza apparente motivo, se si può essere utili in qualcosa;

    - accendere le luci ed affacciarsi quando si sente un allarme suonare, cani abbaiare insistentemente, strani rumori non segnalati tipo picconate o rumore di porte scardinate (in caso di lavori è bene notiziare di ciò i vicini);

    - segnalare casi di degrado urbano affinché le competenti articolazioni dell’amministrazione comunale siano poste in grado di intervenire rapidamente;

    e. rendersi più consapevoli e informati:

    - partecipando agli incontri organizzati dall’Amministrazione comunale con le Forze di polizia, per ottenere suggerimenti e consigli e a loro volta fornire indicazioni su come migliorare il progetto, sottolineando lacune e punti di forza e suggerendo possibili soluzioni;

    - predisponendo ogni consentita possibile misura per aumentare la propria sicurezza domestica;

    - far crescere il senso civile indispensabile a contrastare la criminalità, diffondendo sempre l'idea che ogni atto criminale debba essere seguito da regolare denuncia, in modo da ridurre il più possibile il divario che intercorre fra la realtà - cioè il numero reale di atti criminosi che si verificano - ed il numero dei fatti criminosi che si registrano ufficialmente, e orientare al meglio l’azione delle diverse autorità.

     

    Criteri da utilizzarsi per le comunicazioni all’interno dei gruppi di messaggistica, mailing list:

    Nella gestione dei predetti strumenti, gli amministratori si impegnano a far osservare agli aderenti il seguente codice di comportamento:

    a. NON inserire notizie riguardanti pattuglie delle Forze di Polizia;

    b. NON violare la privacy altrui;

    c. NON     pubblicare       o condividere contenuti inappropriati o contrastanti con lo scopo del progetto comunale;

    d. NON minacciare o insultare altri utenti;

    e. NON   utilizzare software per automatizzare la condivisione di contenuti attraverso il network.

    I gruppi dovranno essere di tipo chiuso e ad essi si potrà aderire unicamente su invito dell’amministratore.

    Gli aderenti potranno essere unicamente persone fisiche di età superiore ai 18 anni, identificate dalle strutture comunali. Al riguardo, non è permesso registrarsi con pseudonimo, senza quindi usare il proprio vero nome ovvero fingere di essere un'altra persona.

     

     

    Cosa non e’ il controllo del vicinato

    I gruppi di controllo del vicinato non si sostituiscono mai alle forze dell’ordine.

     

    Il progetto di Controllo del Vicinato, in particolare, non prevede:

    - L’ESECUZIONE,   IN ALCUNA FORMA, DELLE CD. “RONDE VOLONTARIE”, ESPRESSAMENTE DISCIPLINATE DAL DM 8 AGOSTO 2009 EMANATO DAL MINISTERO DELL'INTERNO PER GLI "OSSERVATORI VOLONTARI", IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE SULLA SICUREZZA 94/2009;

    - LO SVILUPPO DI ALCUNA FORMA DI INTERVENTO ATTIVO O SOSTITUTIVO DEL CITTADINO AI COMPITI DEVOLUTI DALLE NORME IN VIGORE ALLE FORZE DI POLIZIA, IVI COMPRESA QUALUNQUE MODALITÀ, INDIVIDUALE O COLLETTIVA, DI PATTUGLIAMENTO DEL TERRITORIO, DI INSEGUIMENTO, DI SCHEDATURA DI PERSONE OVVERO DI INDAGINE, LADDOVE I CITTADINI POTRANNO UNICAMENTE SVOLGERE UNA ATTIVITÀ DI MERA OSSERVAZIONE RIGUARDO FATTI E CIRCOSTANZE CHE ACCADANO NELLA PROPRIA ZONA.

     

    La comunicazione di fatti /episodi tra gli aderenti al Gruppo mediante qualsiasi forma di comunicazione all’interno dei gruppi di messaggistica, mailing list o social network, non sostituisce, in alcuna forma o modalità, la segnalazione dei fatti alle Forze di Polizia, nelle forme di legge previste per la:

    - denuncia di cui agli artt. 333 c.p.p. e ss.;

    - querela di cui agli artt. 336 c.p.p. e ss.