Mercato delle Gaite

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      Le origini del Mercato delle Gaite
      Dalla Sagra della Porchetta, iniziata a Bevagna nei primi anni ’70, a cura dell’Associazione Pro Loco, è nata la rievocazione storica Mercato delle Gaite. Il nome Gaita deriva da Waita, termine longobardo che indicava la suddivisione del paese in zone. Merito della Pro Loco è stato quello di arricchire la festa con un mercato medievale a partire dal 1983, gettando il seme dell’attuale manifestazione. L’Associazione Mercato delle Gaite nasce formalmente il 26 aprile 1989 con il primo statuto, firmato dal Presidente della Pro Loco, Angelo Falsacappa, che il mese successivo viene eletto primo Podestà del Mercato delle Gaite.
      La forte motivazione porta a traguardi inaspettati: vengono organizzate conferenze, corsi di formazione professionale, si lavora alla cerimonia di apertura della festa, che vede per molti anni l’insediamento del Podestà, dei Consoli, la nomina dei Sovrastanti, rispettando la procedura riportata nell’antico statuto della Terra di Bevagna datato al XVI secolo, ma in buona parte formato da disposizioni risalenti al XIV secolo. La manifestazione abbraccia il periodo compreso fra il 1250 e il 1350; si rievocano l’insediamento delle magistrature politiche e i giorni di mercato. Con la lettura del bando di fiera e con l’apertura delle porte del paese giungevano nel borgo i mercanti provenienti da ogni città d’Italia, facendo bella mostra dei loro prodotti, ampiamente riportati dallo statuto.
      Il Mercato, nei primi anni, partiva dalla Piazza Filippo Silvestri, diramandosi poi dall’arteria principale ai vicoli del paese, addentrandosi così nelle singole Gaite, dove ancora oggi si aprono le botteghe degli artigiani, che, partendo dalla materia grezza, realizzano prodotti che mettono in vendita.
      Grazie a queste attività, il popolo delle Gaite ha arricchito le sue conoscenze; leggendo gli antichi testi è riuscito a realizzare strumenti unici, come il torcitoio a trazione umana, la pila idraulica a magli multipli e molti altri strumenti antichi, fondamentali per ottenere una produzione fedele. Inoltre, ha imparato gli antichi mestieri, è divenuto cuoiaio, tessitore, sa forgiare il ferro, coniare le monete, fondere le campane, ottenere fogli di carta dalla bambagia, il doplero dalla cera d’api, sa soffiare il vetro, conosce l’arte della tintura, dello speziale, sa essere dipintore, orafo, sa realizzare e far funzionare gli alambicchi, sa miniare e trascrivere gli antichi codici, lavorare la pelle, ricavare la pergamena, usare e riconoscere le erbe, da cui ottiene anche i colori per la tintura, sa ricavare la seta, lavorare la canapa…
      Il Mercato delle Gaite ha consentito un innalzamento culturale del paese, che si cimenta anche con le antiche ricette, ricreandone i gusti e le scenografie nella riproposizione dei piatti e delle immissioni medievali. Il banchetto medievale, per molti anni allestito nel Chiostro di San Domenico, oggi si realizza nella piazza principale, che con la sua elegante disarmonia, fornisce una scenografia unica ad accogliere i moltissimi convitati. Le cene nelle taverne vengono allietate da musiche medievali, proposte da giovani e talentuosi musici di Bevagna, che, conoscitori della musica medievale, sono apprezzati in rievocazioni storiche regionali e nazionali.
      Viene riproposto il tiro con l’arco, unica gara individuale, che è andato a sostituire l’iniziale tiro con la fionda e che coinvolge e appassiona molti giovani del territorio, che hanno conquistato anche grandi riconoscimenti nel circuito degli Arcatores nazionali.
      Il Mercato delle Gaite ha anche il merito di aver trasformato Bevagna da paese agricolo a centro turistico, portando benessere, creando attività ricettive, facendo conoscere il borgo fuori dai confini regionali e nazionali, favorendo il turismo didattico, che porta i giovani durante tutto l’anno a visitare i mestieri medievali.
       
      Le quattro Gaite
       
      San Giorgio
      La Gaita San Giorgio ha una superficie piuttosto estesa, ma il suo territorio include grandi fabbriche monastiche, cosa che incide sul numero dei suoi abitanti, facendone una gaita poco popolata. Il territorio si sviluppa a partire da porta Foligno fino a piazza Silvestri, divisa dalla Gaita San Giovanni dal tracciato della Flaminia, oggi corso Matteotti. La Gaita San Giorgio prende il nome dall’antico oratorio dedicato a San Giorgio, poi donato dal Comune, insieme ad antiche strutture di epoca romana, al domenicano Giacomo Bianconi che vi fece erigere la chiesa ed il convento dedicati a San Domenico. Tra i mestieri realizzati dalla San Giorgio ci sono la lavorazione della canapa, la zecca e la bottega dell’arte, del dipintore.
       
      San Giovanni
      La Gaita San Giovanni si distingue per un territorio molto esteso e popolato ed insiste nella zona, archeologicamente parlando, più ricca di reperti, essendo il centro dell’antica Mevania umbro-romana. La Gaita prende il nome dall’oratorio dedicato a San Giovanni, poi donato ad una comunità di minori francescani che vi costruirono la chiesa ed il convento, più tardi dedicati a San Francesco. La Gaita si sviluppa da porta Cannara a piazza Filippo Silvestri. Tra le attività ricostruite si annoverano la “valchiera”, la cartiera in cui si produce carta bambagina, ma anche la lavorazione del vetro,delle campane e il forno da pane.
       
      Santa Maria
      La Gaita Santa Maria prende nome dalla chiesetta, una delle più antiche del paese, Santa Maria Filiorum Comitis, che fu edificata dal Conte Rainaldo, feudatario di Bevagna (notizie fin dal 1198). Il territorio della Gaita si sviluppa da piazza Filippo Silvestri alla porta di Sant’Agostino. La Santa Maria si è specializzata nelle tecniche della lavorazione dei tessuti, canapa e seta, tra i mestieri tradizionali e maggiormente documentati della Bevagna medievale, ma sono stati più volte proposti anche i maestri del legname e la locanda.
       
      San Pietro
      Il centro della Gaita San Pietro è Piazza San Filippo, con la chiesa omonima, ma la chiesa da cui prende il nome, San Pietro, documentata fino al XV secolo non esiste più. Si trovava molto probabilmente nei pressi della Chiesa di Sant’Agostino. Il territorio della Gaita va dalla piazza alla porta di Sant’Agostino, divisa dalla Gaita Santa Maria dal tracciato della Flaminia, attuale corso Amendola.
      Tra i mestieri della San Pietro spiccano lo speziale e la cereria, ma vengono proposti anche il tintore, lo scriptorium, le vetrate artistiche.
       

      La festa e le gare
       
      Negli ultimi dieci giorni di giugno Bevagna torna ad essere la città che era tra il 1250 ed il 1350, un secolo ricco di avvenimenti, di distruzioni e ricostruzioni, a partire dall’operato del domenicano Giacomo Bianconi. Èquesta l’epoca che il Mercato delle Gaite rievoca, con le sue gioie ed i suoi dolori, con le sue arti, le professioni, i santi, i nobili, il popolo, il gusto ed i suoni, arrivando a proporre ricostruzioni di grande suggestione e di notevole qualità scenica. Ma la festa è soprattutto una competizione tra le quattro Gaite, che si sfidano in quattro diverse gare: i Mestieri, la Cucina, il Mercato, il Tiro con l’Arco. Le prime tre gare si svolgono in giorni diversi e vengono giudicate da differenti giurie di esperti, provenienti da università italiane e di altri paesi. Ogni gara si svolge in contesti allestiti filologicamente con quadri di grande verosimiglianza.
      La prima consiste nella ricostruzione sceneggiata di due mestieri per Gaita, con un racconto che avvolge l’intero processo produttivo, dalla materia prima al prodotto finito. La seconda, incentrata sul cibo dell’epoca, studiato dalle antiche ricette, ripropone un ambiente conviviale con il servizio. La terza una giornata di mercato, con la multiforme società che vi ruota intorno. Ogni gara avrà il suo vincitore, ma non si saprà fino all’ultima sera della festa. Al punteggio complessivo conseguito da ogni Gaita nelle tre gare si andrà ad aggiungere il risultato del Tiro con l’arco, solitamente organizzato nella grande piazza Filippo Silvestri come momento conclusivo dei 10 giorni di Mercato. 
      La vittoria verrà decretata solo alla fine di quest’ultima intensa giornata, quando i Consoli delle quattro Gaite, il Podestà, il Sindaco, l’Assessore delegato, il Segretario verbalizzante e i rappresentanti delle forze dell’ordine, dopo aver aperto le buste contenenti i giudizi espressi dai giurati, leggeranno e faranno il conteggio dei punti assegnati per ogni gara ad ogni Gaita. Solo a questo punto sarà possibile assegnare l’agognato Palio, per cui si esprime tanta passione, tanta gioia e tanto impegno.
       

      Gaite tutto l’anno: il Circuito dei mestieri medievali
       
      Una delle ricadute più importanti e durevoli dello sforzo creativo e organizzativo dei rievocatori di Bevagna è il Circuito culturale dei mestieri medievali: un laboratorio permanente composto da quattro ricostruzioni filologiche all’interno di spazi e atmosfere suggestive, dove artigiani delle Gaite, ormai esperti conoscitori della propria arte, presentano con un racconto coinvolgente i mestieri, mostrando l’intero processo di produzione. Nelle botteghe vengono anche organizzati laboratori che consentono, soprattutto ai più piccoli, ma non solo, di sperimentare direttamente le antiche attività, i materiali, le modalità, fino a produrre un manufatto che poi si porteranno via. Il circuito, che richiama moltissimi visitatori, soprattutto giovani, e molte scolaresche, è aperto durante tutti i momenti festivi dell’anno e, su prenotazione, in qualsiasi momento.
      Le quattro botteghe sono: la Cartiera, la Cereria, il Setificio e il Dipintore.
       
      La Cartiera è il luogo di produzione della ‘carta bambagina’, realizzata con polpa derivata dagli stracci. La selezione, la macerazione e la riduzione in poltiglia dei tessuti, anche grazie alla pila idraulica a magli multipli, azionata dall’acqua, l’asciugatura, la collatura e la calandratura finale sono le fasi di lavoro che permettono di produrre il foglio di carta.
      La Cereria è l’antico laboratorio dove si producono candele in pura cera d’api: la cera viene sciolta in caldaie di rame per essere poi colata su stoppini di canapa. Lentamente la candela prende forma e attraverso un’abile torsione si ottiene il ‘duplero’, singolare manufatto caratterizzato da doppia fiamma e doppia durata.
      Il Setificioillustra tutte le varie fasi di lavorazione della seta (Ars sete): dall’allevamento del baco fino alla tessitura del suo prezioso filo su antichi telai, passando attraverso le fasi della trattura, cioè dell’estrazione del filo dal bozzolo e della torcitura con la grande macchina del torcitoio circolare a trazione umana.
      Il Dipintore mostra gli artisti al lavoro nella loro bottega. Attraverso i loro gesti si apprende come si preparano colori, tavole e leganti, si sperimentano le fasi della tempera su tavola e si svelano i segreti dell’arte medievale.
       




      Notorietà della manifestazione
       
      Conosciuta come Città del Mercato delle Gaite, da anni Bevagna ha legato il suo nome a questa manifestazione, apprezzata in Italia e anche fuori dai confini nazionali al punto tale che le Gaite possono essere considerate alla stregua di una ‘eccellenza’ del territorio.
      Negli anni la rievocazione storica si è guadagnata l’attenzione dei media non solo regionali: riviste come Medioevo, Rievocare, Histoire medievale, Bell’Italia, Plein Air, Travel, Arte e stile, e trasmissioni come Geo, De gustibus, Ulisse, Costume e società, Effetto Sabato, Sì Viaggiare, Kilimangiaro, oltre che TG regionali e nazionali, ne hanno trattato diffusamente.  Nel 2012 il Mercato delle Gaite è stato immortalato negli scatti del grande fotografo Steve McCurry poi inseriti nella mostra «Sensational Umbria». Nel 2018 la manifestazione ha ricevuto il premio dell’Associazione Nazionale Doc Italy, riconoscimento che viene attribuito alle eccellenze italiane nei diversi campi di attività. Il Mercato delle Gaite è stato e continua ad essere uno strumento di comunicazione e promozione molto potente. Prima della nascita della manifestazione esisteva a Bevagna solo un affittacamere e ancora alla fine degli anni Ottanta si contavano appena 40 posti letto, in gran parte situati in una struttura religiosa; oggi esistono 2 alberghi, 31 tra affittacamere, residence e bed and breakfast, Country house, case e appartamenti vacanze, ostelli e residenze d’epoca, 27 agriturismi per circa 1.100 posti letto. Nel 2018 il numero di clienti ospitati nei soli esercizi ricettivi del territorio comunale è stato di quasi 16.000 per un totale di 48.000 notti trascorse a Bevagna, con picchi registrati durante i dieci giorni del Mercato delle Gaite. I numeri, dunque, dimostrano che Bevagna si è gradualmente trasformata da luogo di passaggio in meta di viaggio e di soggiorno.
       
      Il Comune di Bevagna, consapevole dell’importanza della rievocazione storica è da sempre impegnato a sostenere lo sviluppo e il miglioramento qualitativo del Mercato delle Gaite e delle altre importanti iniziative che la manifestazione ha generato nel corso degli anni. A livello regionale la festa è ampiamente nota ed apprezzata, tanto da essere divenuta un punto di riferimento qualificato e imprescindibile per le altre rievocazioni storiche. Ormai stabile è la presenza di Bevagna al Festival del Medioevo di Gubbio, che trova nel Mercato delle Gaite l’interfaccia pratica ed esperienziale degli approfondimenti e delle ricerche teoriche che il Festival promuove. Anche da parte di network nazionali il Mercato delle Gaite riscuote grande interesse. Da quest’anno Bevagna è stata protagonista del Festival dei luoghi medievali realizzato a Pistoia per creare un itinerario interregionale che metta in rete tutte le città medievali d’Italia, superando la dimensione regionale, con un calendario comune degli eventi storici di 18 luoghi medievali eccellenti sul territorio nazionale. Il Mercato delle Gaite è reso possibile dall’impegno dei volontari, il popolo delle Gaite. È organizzato dall’Associazione Mercato delle Gaite, presieduta dal Podestà delle Gaite, Claudio Cecconi, coadiuvato dalla responsabile della segreteria, Alessandra Sideri, dal Comitato esecutivo e dal referente scientifico della festa, Franco Franceschi, docente di Storia Medievale presso l’Università di Siena.
      Ogni Gaita è retta da un Console e dai consiglieri che formano il Direttivo.
      Il Consiglio maggiore è formato, oltre che dal Podestà, dai Consoli delle quattro Gaite, dal Sindaco di Bevagna e dall’Assessore alla cultura.
       

      The origins of the Mercato delleGaite
       
      From “Porchetta Festival”, begun in Bevagna in the early 1970s, by AssociazioneProLoco, the historical re-enactment of “Mercato delleGaite” was born. The name Gaita derives from Waita, a Lombard term that indicated the division of the country into zones. Merit of AssociazioneProLoco was to enrich the festival with a medieval market starting from 1983, throwing the seed of the current event. Mercato delleGaite Association was formally established on 26th April 1989 with the first statute, signed by the President of the ProLoco, Angelo Falsacappa, who then would be elected the first Podestà of Mercato delleGaite the following month.
      The strong motivation leads to unexpected goals: conferences, vocational training courses are organized, the opening ceremony of the festival is held, which for many years sees the establishment of the Podestà, of the Consuls, the appointment of the Sovereigns, respecting the procedure set out in ancient statute of the Land of Bevagna dated back to the 16th century, but in large part formed by provisions dating back to the 14th century. The festival covers the period between 1250 and 1350. The settlement of political magistracies and market days are recalled. With the reading of the announcement of the fair and with the opening of the doors of the town, merchants from every city of Italy came to the village, showing off their products, widely reported in the statute.
      The Market, in the early years, started from Square Filippo Silvestri, branching off from the main artery to the alleys of the town, penetrating thus into the individual “Gaite”, where even today the artisans' shops are open, which, starting from the raw material, produce products that put up for sale.
      Thanks to these activities, the Gaite people have enriched their knowledge. Reading the ancient texts, they succeeded in creating unique instruments, such as the human traction-twisting machine, the hydraulic multi-stack pile and many other ancient instruments, fundamental to obtain a faithful production. Moreover, people learned the ancient crafts and became leather makers, weavers. They began to forge iron, mint coins, melt bells; they obtain sheets of paper from cotton wool, the Doplero from beeswax; they begun to blow glass; they knew the art of dyeing and apothecary, how to be a painter, a goldsmith, how to make and operate the stills, how to undermine and transcribe the ancient codes, work leather, obtain the parchment, use and recognise the herbs, from which they got the colours for dyeing, how to make silk, to work hemp. Mercato delleGaite has allowed a cultural raising of the country, which also engages with ancient recipes, recreating the tastes and settings in the revival of medieval dishes. The medieval banquet, for many years set up in the Cloister of San Domenico, today takes place in the main square, which with its elegant disharmony, provides a unique setting to welcome tall the guests. The dinners in the taverns are enlivened by medieval music, proposed by young and talented musicians from Bevagna, who, connoisseurs of medieval music, are appreciated in regional and national historical re-enactments.
      The bow shooting is re-proposed, the only individual competition, which replaced the initial sling shot and involves and excites many young people from the area, who have also won great accolades in the national Arcatores circuit.
      Mercato delleGaite also has the merit of having transformed Bevagna from an agricultural town into a tourist centre, bringing well-being, creating accommodation activities, making the village known beyond regional and national borders and encouraging educational tourism, which brings young people throughout the year to visit medieval crafts.
      The four Gaite
       
       
      San Giorgio
      Gaita San Giorgio has a large surface but its territory includes large monastic factories, which affects the number of its inhabitants, making it a sparsely populated Gaita. The territory develops from Porta Foligno to Piazza Silvestri, divided by San Giovanni Gaita from Via Flaminia, now Corso Matteotti. Gaita San Giorgio takes its name from the ancient oratory dedicated to San Giorgio, then donated by the Municipality, together with ancient Roman structures, to the Dominican Giacomo Bianconi who had the church and convent dedicated to San Domenico built there. Among the arty crafts made by Gaita San Giorgio, there are the processing of hemp, the mint and the art workshop of the painter.
       
      San Giovanni
      Gaita San Giovanni is distinguished by a very large and populated territory, being the centre of ancient Umbrian-Roman Mevania. This Gaita takes its name from the oratory dedicated to San Giovanni, then donated to a community of Franciscan minors who built the church and convent, later dedicated to San Francesco. This Gaita develops from Porta Cannara to Piazza Filippo Silvestri. Amongst the ancient activities, there is the "valchiera", the paper mill that produces “bambagina” paper, but also glass processing and bells and the oven for the bread.
       
      Santa Maria
      Gaita Santa Maria takes its name from the small church, one of the oldest in the town, Santa Maria FiliorumComitis, which was built by Count Rainaldo, feudal lord of Bevagna (news since 1198). The territory of this Gaita goes from piazza Filippo Silvestri to Porta Sant’Agostino. Santa Maria has specialised in the techniques of fabric processing, i.e. hemp and silk, among the traditional and more documented crafts of medieval Bevagna, but the masters of the timber and the inn have also been proposed several times.
       
      San Pietro
      The centre of Gaita San Pietro is Square San Filippo, with the church of the same name. However, the church from which this Gita takes its name, San Pietro, documented until the 15th century no longer exists. It was most likely near the Church of Sant'Agostino. The territory of the Gaita goes from the square to Porta Sant 'Agostino, divided from Gaita Santa Maria by Via Flaminia, now called Corso Amendola.
      Among the arty crafts of this Gaita, there are the apothecary and beeswax processing, but also the dyer, the scriptorium, the artistic stained-glass windows are proposed.
       

      The festival and the competitions
      In the last ten days of June, Bevagna returns to be the city that was between 1250 and 1350, a century rich in events, destruction and reconstruction, starting from the work of the Dominican Giacomo Bianconi. This is the time that Mercato delleGaite recalls, with its joys and its sorrows, with its arts, professions, saints, nobles, people, tastes and sounds, proposing reconstructions of great suggestion and remarkable scenic quality. However, this festival is above all a competition between the four Gaite, who challenge each other in four different games: The Crafts, the Kitchen, the Market, and the Archery. The first three games perform on different days and are judged by different juries of experts, coming from Italian universities and from other countries. Each competition takes place in contexts set up philologically with veritable pictures.
      The first one is the scripted reconstruction of two arty crafts each Gaita, with a story that wraps the entire production process, from the raw material to the finished product. The second one, focused on the food of that time, studied from ancient recipes, proposes a convivial environment with the service. The third one is a market day, with the multiform society that revolves around it. Each competition will have its winner, but it is unknown until the last night of the festival. The overall score achieved by each Gaita in the three competitions will be add to the result of the Archery, usually organized in the great Piazza Filippo Silvestri as the final moment of the 10 days.
      The victory is decreed only at the end of this last intense day, when the Consuls of the four Gaite, the Podestà, the Mayor, the Deputy Mayor, the verbalizing Secretary and the representatives of the police, after the opening the envelopes containing the judgments expressed by the jurors, will read and count the points awarded for each race to each Gaita. Only then will it be possible to assign the coveted Palio, for which there is so much passion, so much joy and so much effort.
       
       
      Gaite all year round: The Circuit of Medieval Crafts
       
      One of the most important and lasting effects of the creative and organisational effort of the Bevagna re-enactors is the Cultural Circuit of Medieval Crafts: a permanent laboratory composed of four philological reconstructions within suggestive spaces and atmospheres, where Gaite artisans, by now experts of their own art, present the story with an engaging story, showing the entire production process. Workshops are also organised, which allow, especially the children, but not only, to experiment directly with the ancient activities, materials, methods, up to producing an artefact they can take away. The circuit, which attracts many visitors, especially young people and many schools, is open during all the festive moments of the year and, by reservation, at any time.
      The four workshops are the Paper mill, the Beeswax shop, the Silk factory and the Plaboratory.
       
       
      The Paper mill is where “bambagina” paper is produced. It is made with pulp derived from rags. The selection, the maceration and the pulp reduction of the fabrics thanks to the hydraulic multi-ply water-driven pile, the drying, the necking and the final calendering are the work phases that allow the production of the paper sheet.
       
      The Beeswax shop is the ancient laboratory where candles in pure beeswax are produced: the wax is dissolved in copper boilers and then poured onto hemp wicks. Slowly the candle takes shape and the so-called ‘duplero’ is obtained through a skillful twist. It is a singular artefact characterised by a double flame and double duration.
       
      The Silk shop shows all the various phases of silk processing (Ars setae): from the breeding of the silkworm up to the weaving of its precious thread on ancient looms, passing through the stages of reeling. That is the extraction of the thread from the cocoon and the twisting through a large circular human-traction twisting machine.
       
      The Painter shop shows the artists at work in their laboratory. Through their gestures, it is possible to learn how colors, boards and binders are prepared, the phases of tempera on board are experimented and the secrets of medieval art are revealed.
       
       
      Notoriety of the event
       
      Known as the City of the Mercato delleGaite, Bevagna has linked its name for years to this event, appreciated in Italy and abroad to the point that the Gaite can be considered as an "excellence" of the territory.
      Over the years the historical re-enactment has gained the attention of not only regional media: magazines such as Medioevo, Rievocare, Medieval Histoire, Bell'Italia, Plein Air, Travel, Art and style, and programs such as Geo, De gustibus, Ulisse, Costume and società, Effetto Sabato, SìViaggiare, Kilimangiaro, as well as regional and national News, have widely dealt with it. In 2012, Mercato delleGaite was immortalised in the photographs by the great photographer Steve McCurry, which were then included in the "Sensational Umbria" exhibition. In 2018, the event received the award of the National Association of Doc Italy, a recognition that is attributed to Italian excellence in the various fields of activity. Mercato delleGaite has been and continues to be a very powerful communication and promotion tool. Before the birth of the event there was only one property owner in Bevagna and even at the end of the 1980s there were just 40 beds, mostly located in a religious structure. Today there are 2 hotels; 31 accommodations among which there are property owners, residences and bed and breakfasts, country houses, holiday houses and apartments, hostels and old residences; 27 farmhouses for around 1,100 beds. In 2018, the number of tourists hosted in the accommodation of the municipal area was almost 16,000 for 48,000 nights spent in Bevagna, with peaks recorded during the ten days of Mercato delleGaite. Therefore, the numbers show that Bevagna has gradually transformed itself from a place of passage into a destination for travel and accommodation. The Municipality of Bevagna, aware of the importance of historical re-enactment, has always been committed to support the development and qualitative improvement of Mercato delleGaite and other important initiatives that the event has generated over the years. At a regional level, the festival is widely known and so much appreciated that it has become a qualified and essential reference point for other historical re-enactments. The presence of Bevagna is now stable at the Festival of the Middle Ages in Gubbio, which finds in Mercato delleGaite the practical and experiential interface of the studies and theoretical research that the Festival promotes. Mercato delleGaite is of great interest also by national networks. From this year Bevagna was protagonist of the Festival of Medieval Places created in Pistoia to produce an interregional itinerary that links all the medieval cities of Italy, surpassing the regional dimension, with a common calendar of historical events in 18 excellent medieval places on the national territory. Mercato delleGaite is made possible by the commitment of the volunteers, the Gaite people. It is organised by Associazione Mercato delleGaite, chaired by Podestà of the Gaite, Claudio Cecconi, assisted by the head of the secretariat, Alessandra Sideri, the Executive Committee and the scientific representative of the party, Franco Franceschi, professor of Medieval History at the University of Siena.
      Each Gaita is governed by a Consul and by the councilors who form the Board.
      The Major Council is formed, in addition to the Podestà, by the Consuls of the four Gaita, by the Mayor of Bevagna, and the Councilor for culture.