Statuto

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      Statuto

      (decreto legislativo 18 agosto 2000, m. 267) approvato con deliberazione del C. C. n. 83 del 30.12.2002

       

       

      Cenni storici

      Bevagna, insieme a poche altre città dell'Umbria, per un insieme di ragioni storiche, politiche ed economiche, ha conservato nel tempo caratteristiche peculiari, a livello urbanistico e territoriale, che ci permettono oggi di individuare nella città una autonoma e inconfondibile identità culturale sia a livello comprensoriale, sia a livello regionale.

      Rimasta fuori dalle più importanti direttrici di sviluppo industriale della regione, nonché dai progetti di grande viabilità, Bevagna ha vissuto nel secolo scorso una profonda crisi economica, evidenziata dall'appannarsi della sua secolare tradizione culturale e dai cospicui flussi migratori che hanno portato molti suoi abitanti in altre regioni italiane e financo in nazioni straniere. La crisi del secondo dopoguerra ha spinto le migliori forze bevanate a prendere la via dell'emigrazione, mentre l’agricoltura e l’artigianato, tradizionali punti di riferimento della città, non erano più in grado di fornire adeguato sostentamento alla popolazione; e l’industria, per canto suo sceglieva altre zone dell’Umbria per i propri stabilimenti. Ma, paradossalmente, proprio la concomitanza di tutti questi fattori negativi, ha evitato lo sconvolgimento del tessuto urbano ed extra-urbano, come a volte è avvenuto in altre città della regione, a vantaggio di una industrializzazione spesso incontrollata e più o meno selvaggia.

      Oggi, alla luce della profonda crisi di identità e di vivibilità che presentano molte città italiane, possiamo dire che Bevagna si trova in una posizione di insperato privilegio. La città conserva, infatti, quasi intatto il suo assetto urbanistico medievale (anzi, per molti aspetti riproduce la pianta della città romana), nonché un rapporto privilegiato con un territorio che da sempre gravita culturalmente, storicamente e politicamente nell’orbita bevanate; sì che Bevagna può effettivamente presentarsi agli appuntamenti europei con le carte in regola per aspirare a essere un simbolo concreto di entità urbana a misura d’uomo, nel rispetto delle tradizioni consolidate, ma anche dalle giuste istanze di progresso e di miglioramento sociale che segnano il nostro tempo. E’ in questa ottica che va inteso il termine «bevagnizzazione», portato alla ribalta nazionale dal Presidente del Censis De Rita, come modello positivo da imitare in Italia e all’Estero.

      La costante crescita registrata nei piccoli centri in generale e a Bevagna in particolare, infatti, è legata sia alle bellezze storiche e monumentali - di ogni epoca ed espressione artistica - sia a quelle dell’ambiente, pressoché intatto, dove i marchi DOC per i vini bianchi e rossi; DOGC per il Sagrantino secco e passito e DOP per il genuino olio extra vergine di frantoio premiano la millenaria coltivazione della vite (uva Itriola ricordata da Plinio) e dell’olivo, senza tuttavia trascurare proposte culturali e attività musicali per completare l’offerta di un turismo vivibile.

      Questa favorevole situazione non può che spingere gli amministratori e i cittadini di Bevagna alla conservazione, alla valorizzazione e al recupero di un prezioso patrimonio di valori (anche attraverso l’adesione al club “I Borghi più belli d’Italia”), che va dal reperto archeologico alla straordinaria ricchezza delle acque, dal geloso segreto di secolari tecniche artigianali al rapporto con il territorio e i castelli che circondano la città. Pertanto, tenendo presente l’attuale realtà urbanistico – territoriale e quella da valorizzare con il ripristino e il recupero di precedenti entità, negli interventi dell’Amministrazione, ai più svariati livelli, possono essere individuate le seguenti priorità:

      - «Bevagna romana» (realtà storico - culturale - archeologica)

      E' sicuramente l'identità più rimarchevole della città dal punto di vista storico - archeologico e culturale, in genere. La notevole presenza di reperti classici, la stessa coincidenza di gran parte dell'attuale pianta urbana con l'antica topografia cittadina impone, anche a livello statutario, la difesa di Bevagna romana, la valorizzazione dei reperti conosciuti, il recupero di entità archeologiche presumibilmente classiche, al momento non fruibili, che dovrebbero costituire i punti cardine nell’ambito di un più vasto vincolo concernente l'intero territorio e mirante al rispetto di ben precise regole in termini di insediamenti abitativi e di sfruttamento delle risorse. Mosaici, terme, teatro, anfiteatro, necropoli, tempio, mura in opus reticolatum, «inscriptiones», costituiscono gli elementi caratterizzanti   di   questo   importante  «itinerario  archeologico»   di Bevagna.

      - «Bevagna medievale».

      Accanto a quella romana, è sicuramente l'identità più rimarchevole nell'attuale struttura urbanistica della città. La splendida piazza, la cinta muraria, le numerose chiese, i conventi, le vie cittadine, le abitazioni, la persistenza di un artigianato ricco di grandi tradizioni (lavorazione della canapa, del ferro battuto e, fino al secolo passato, delle famose «tele» di Bevagna; molini dell’olio e del grano, etc.) costituiscono la testimonianza vivente di un periodo storico che ha visto Bevagna recitare un ruolo di primo piano nell'ambito regionale. Manifestazioni di recupero, anche soltanto scenografico, di questa realtà cittadina sono senz'altro da incoraggiare e sostenere, onde sensibilizzare la cittadinanza al rispetto di una identità essenziale nell'ambito della città. Da questo punto di vista, la manifestazione denominata «Mercato delle Gaite» può rappresentare un importante trampolino di lancio, nel rispetto della veridicità storica e, contemporaneamente, della promozione turistica, alla stregua della «Processione del Venerdì Santo», tra le più antiche dell’Umbria.

      Parlando di Bevagna medievale, in questa sede, non si può non accennare all’importante ruolo che la città ha avuto come baluardo del Ducato di Spoleto a nord, tra i territori di Perugia e Todi. Importanti elementi di un complesso sistema difensivo furono i cosiddetti Castelli. Da Coccorone (Montefalco), a sud, a Gualdo Captaniorum, Girone, Torricella, Radione, Gaglioli, fino ai castelli di Pomonte, delle Civitelle, di Santa Maria in Laurenzia, di Cirignano, Coragine, Antignano e Torre San Lorenzo (Torre del Colle), a ovest, nord-ovest. Per canto loro, Collemancio, Limigiano, Castello Albone (Castelbuono), fino all’attuale convento detto dell’Annunziata (un tempo anch’esso Castello di difesa) completavano il poderoso sistema difensivo di Bevagna nel Medioevo. L’antico Statuto della città, la cui splendida trascrizione è esattamente del 1500, attesta ampiamente il ruolo essenziale ricoperto da questi Castelli difensivi, visti come entità distaccate di un unico nucleo cittadino; ma che, come nel caso di Castelbuono e Limigiano, possono fregiarsi di antichissimi Statuti autonomi, da recuperare e valorizzare a testimonianza di secolari tradizioni civili e libertarie.

      Né va dimenticata in questo contesto, la significativa presenza di un simbolo importante della medievale comunità bevanate: uno stemma diverso da quello attuale, che si riallaccia alla più antica tradizione libertaria del Comune. Uno stemma, identificabile graficamente con «tre (o quattro) vasi di miele su fondo chiaro», ancora oggi ben in vista su alcuni edifici monumentali della città, e al quale la Comunità Bevanate dovette attribuire un particolare significato, tanto da volerlo scolpito sul sarcofago in pietra del suo figlio più famoso e amato: quel Beato Giacomo Bianconi cui è legato il destino più nobile della moderna storia cittadina.

      Senza, per questo, voler intaccare o sminuire il valore storico, civile e religioso dell’attuale stemma cittadino, sembra possano sussistere tutti gli elementi perché quello più antico sia oggetto di studi e di ricerche che ne rendano possibile, per volontà della cittadinanza, la sua eventuale riadozione in un futuro più o meno prossimo.

      Dal punto di vista dell'architettura civile e religiosa, Bevagna presenta un importante patrimonio sei/settecentesco, con palazzi patrizi e nobiliari che testimoniano di una grande tradizione culturale, evidenziata anche dalla presenza di un pregevole teatro. E' interesse della Comunità tutta individuare questi nuclei architettonici, sia a Bevagna, sia nei Castelli e nel territorio, salvaguardandoli da rifacimenti affrettati e non consoni, nonché da una edilizia circostante pregiudizievole.

      Fonti e reminiscenze classiche (Silio Italico, Properzio, Claudiano, Columella) forniscono preziose indicazioni di cui ancora oggi è possibile tener conto. Infatti se è vero che Bevagna non è più famosa per il suo bestiame («armentis sublimibus insignis Mevania est»), da un lato è ancora suggestivo il verso «laetis Mevania pratis», e dall'altro il ricorrente accenno (dalla latinità al Carducci) al clima umido e nebbioso della città («latis/proiecta in campis nebulas exhalat inertis/et sedet ingentem pascens Mevania taurum») sta a indicare che la ricchezza delle acque è stata da sempre una peculiarità della città. Compito primario della cittadinanza deve essere quindi la salvaguardia delle acque dall'inquinamento, la regolamentazione del loro sfruttamento idrico, agricolo e industriale, nella precisa coscienza che la vocazione agricola, che da sempre caratterizza Bevagna deve continuare a essere il segno caratterizzante di una «civiltà» che ha stabilito un preciso rapporto con il territorio circostante. In questa ambito la salvaguardia della straordinaria ricchezza delle acque (dal Clitunno al Timia, dall’Attone all’Aiso) deve andare di pari passo con una politica di interventi sul territorio miranti a ricostruire l’antico equilibrio ambientale anche in termini di colture. Va tenuto tra l’altro presente che la Comunità bevanate insieme ad altre Comunità dell’Umbria medievale, fin dal secolo XV aveva dato vita a una «Prefettura delle Acque», un Ufficio che Benedetto XIV, nel 1748, volle rinnovare con la «Nuova Prefettura delle Acque», affidandone la giurisdizione al Vescovo di Foligno. Ciò sta a indicare chiaramente quale fosse l’importanza attribuita sia dalla popolazione, sia dai governanti a questa ricchezza naturale.

      Anche nella prospettiva di lasciare in eredità alle generazioni future un ambiente non depauperato e non più vivibile, la cittadinanza bevanate, nell’interesse comune, ritiene prioritari, a livello di programmazione e di intervento gli elementi enucleati in questa introduzione, e nella stesura dello Statuto del Comune di Bevagna ad essi intende rifarsi e uniformarsi.


      TITOLO I - AUTONOMIA E FINALITÀ DEL COMUNE

      Art. 1 - Autonomia del Comune

      Il Comune di Bevagna è l’ente espressione della comunità locale, dotato di autonomia costituzionalmente garantita.

      Il Comune rappresenta la popolazione insediata nel proprio territorio, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo civile, sociale ed economico, nel rispetto delle leggi e secondo i principi dell’ordinamento della Repubblica.

      Il Comune ha autonomia normativa, organizzativa e finanziaria.

      E’ titolare di funzioni e poteri propri ed esercita le funzioni attribuite, conferite o delegate dallo Stato e dalla Regione, secondo il principio di sussidiarietà.

      Il Comune svolge le sue funzioni anche attraverso l’attività e la collaborazione dei cittadini e delle loro forme di aggregazione sociale.

      Il Comune favorisce la più ampia partecipazione della popolazione alle scelte amministrative; riconosce e sostiene le libere associazioni ed il volontariato, quale momento di aggregazione e confronto su temi d’interesse della comunità locale.

      Assicura che i cittadini abbiano libero accesso alle informazioni sulla vita amministrativa e sull’attività dell’ente ed assume le misure idonee a realizzare il pieno e paritario uso dei servizi pubblici, senza distinzioni dovute alle condizioni economiche e sociali, al sesso, alla religione ed alla nazionalità.

      Art. 2 - Finalità

      Il Comune promuove lo sviluppo ed il progresso civile, sociale ed economico della propria comunità ispirandosi ai valori ed agli obbiettivi della Costituzione.

      Il Comune riconosce nella tutela e nello sviluppo delle risorse naturali, ambientali, archeologiche e storico - culturali presenti nel suo territorio la garanzia di una migliore qualità di vita della collettività. Ispira, pertanto, la sua azione alle priorità enunciate nell’introduzione del presente statuto.

      Il Comune persegue la collaborazione e la cooperazione con tutti i

      soggetti pubblici e privati e promuove la partecipazione dei cittadini, delle forze sociali, economiche e sindacali alla amministrazione.

      La sfera di governo del Comune è costituita dall’ambito territoriale degli interessi.

      Il Comune ispira la propria azione ai seguenti criteri e principi:

      a)     il superamento degli squilibri economici, sociali e territoriali esistenti nel proprio ambito e nella comunità nazionale;

      b)     la promozione della funzione sociale della iniziativa economica, pubblica e privata, anche attraverso lo sviluppo di forme di associazionismo economico e di cooperazione;

      c)        il sostegno alla realizzazione di un sistema globale ed integrato di sicurezza sociale e di tutela attiva della persona anche con la attività delle organizzazioni di volontariato;

      d)     riconosce nell’informazione la condizione per garantire la partecipazione alla vita sociale e politica della comunità;

      e)     difende la salute con particolare riguardo alla tutela dell’ambiente e del posto di lavoro;

      f)      attua il servizio di assistenza sociale tutelando i bisogni, gli anziani, i minori, gli inabili e gli invalidi;

      g)     la promozione sportiva da realizzare attraverso la creazione dei servizi per lo sport, a partire dagli impianti e dalla tutela sanitaria;

      h)     la partecipazione delle società sportive alla programmazione e gestione dei servizi per lo sport;

      i)      opera perché si realizzino condizioni di pari opportunità tra uomini e donne;

      j)      opera affinché vengano rispettate le diverse culture e religioni che convivono nella comunità;

      k)     promuove la cultura della pace e dell’amicizia tra i popoli in coerenza con le tradizioni e gli impegni di pace della propria collettività;

      l)      partecipa alle associazioni italiane ed internazionali degli enti Locali,    nell’ambito  di  un  processo  di integrazione europea che

      valorizzi il ruolo dei poteri locali;

      m)   promuove d’intesa con le Associazioni degli Emigrati Umbri:

      - l’integrazione sociale, culturale e civile dei lavoratori emigrati e delle loro famiglie con le comunità di provenienza;

      - la conservazione del patrimonio linguistico di origine;

      - la diffusione delle componenti culturali regionali tra le collettività degli  emigrati;

      - la diffusione, in tutto il mondo, delle Associazioni degli emigrati umbri e lo sviluppo delle relative attività, in collegamento con le società di accoglimento;

      n)     l’azione operativa del Comune deve improntarsi ad una ottica di qualità totale, conseguentemente dovranno essere promosse tutte le procedure formali relative.

      E’ comune denuclearizzato. Al riguardo ripudia ogni insediamento pericoloso per la propria collettività.


      Art. 3 - Territorio e Sede Comunale

      La circoscrizione del Comune, oltre al Capoluogo.  è costituita dalla seguenti Frazioni:

      - Cantalupo, Castelbuono, Gaglioli, Limigiano e Torre del Colle, storicamente riconosciute dalla comunità.

      Il territorio del Comune si estende per kmq. 56 e confina con i Comuni di Cannara, Gualdo Cattaneo, Foligno e Montefalco.

      Il Palazzo Civico, sede comunale, è ubicato a Bevagna che è il capoluogo.

      Le adunanze degli organi elettivi collegiali si svolgono nella sede comunale. In casi del tutto eccezionali e per particolari esigenze, il Consiglio può riunirsi anche in luoghi diversi dalla propria sede.

      La modifica della denominazione delle borgate e frazioni o della sede comunale può essere disposta dal Consiglio previa consultazione popolare.


      Art. 4 - Stemma e gonfalone

      Il Comune negli atti e nel sigillo si identifica con il nome di “Bevagna” e con lo stemma civico di cui al bozzetto allegato al presente Statuto,  autorizzato con provvedimento del Capo del Governo - Primo Ministro Segretario di Stato del 24 ottobre 1929.

      Nelle cerimonie ufficiali il gonfalone - con lo stemma e nella foggia autorizzata - è accompagnato dal Sindaco o chi ne è delegato, che indossa la fascia tricolore ed è scortato dagli agenti della Polizia Municipale in alta uniforme; un apposito regolamento disciplina le modalità ed occasioni in cui l’Amministrazione civica viene rappresentata dal Gonfalone e dagli organi di Governo.

      Sono vietati l’uso e la riproduzione dello stemma e del gonfalone per fini diversi da quelli istituzionali, salvo espressa autorizzazione della Giunta Comunale.


      Art. 5 - Funzioni

      Il Comune esercita tutte le funzioni ed i compiti amministrativi necessari alla cura degli interessi ed alla promozione dello sviluppo della comunità comunale, non attribuiti espressamente per legge allo Stato, alla Regione ed alla Provincia.

      Il Comune concorre nei modi previsti dalla legge a definire gli obiettivi della programmazione provinciale, regionale e statale.

      Il Comune attua forme di cooperazione tra enti per l’esercizio in ambiti territoriali adeguati delle attribuzioni proprie, conferite e delegate, secondo i principi della sussidiarietà e dell’omogeneità delle funzioni, dell’economicità, efficienza ed efficacia della gestione e dell’adeguatezza organizzativa.

      Un apposito regolamento disciplina l’attuazione coordinata con lo Stato e la Regione degli interventi necessari alla tutela ed alla piena integrazione sociale delle persone portatrici di handicap, in attuazione del principio di valorizzazione della persona umana.

      Il Comune gestisce il servizio elettorale, dell’anagrafe, dello stato civile, di statistica e leva militare ed ogni altro servizio dello Stato e della Regione organizzato a livello locale.


      Art. 6 - Statuto comunale

      Il Comune determina il proprio ordinamento nello Statuto, cui devono uniformarsi i regolamenti e gli atti degli organi istituzionali e di quelli amministrativi e di gestione.

      Lo Statuto è adottato dal Consiglio Comunale con le maggioranze e le procedure stabilite dalla legge.

      Le modifiche dello Statuto sono precedute da idonee forme di consultazione; sono approvate dal Consiglio a scrutinio palese, con votazioni separate sui singoli articoli e votazione complessiva finale.

      Le modifiche d’iniziativa consiliare debbono essere proposte da almeno un quinto dei consiglieri assegnati. Anche alle modifiche dello Statuto si applicano le procedure e le modalità di adozione ed approvazione previste dalla legge.

      Lo Statuto entra in vigore decorsi trenta giorni dalla pubblicazione all’Albo Pretorio, effettuata secondo la legge al termine del procedimento di approvazione.

      Il medesimo procedimento si applica alle modifiche statutarie.

      Lo Statuto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria ed inviato al Ministero dell’Interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli statuti.

      Lo statuto deve essere a disposizione dei cittadini per la consultazione presso la Sede Comunale.


      Art. 7 - Regolamenti

      Il Comune ha potestà regolamentare nelle materie e funzioni proprie.

      Il Comune esercita la potestà regolamentare nell’ambito dei principi fissati dalla legge e nel rispetto delle norme statutarie.

      I regolamenti, le cui disposizioni incidono su posizioni giuridiche soggettive, possono essere sottoposti a forme di consultazione popolare.

      I regolamenti relativi alla disciplina dei tributi comunali e agli strumenti di pianificazione e le relative norme d’attuazione ed in genere tutti i regolamenti soggetti ad approvazione del Consiglio Comunale entrano in vigore, se non diversamente previsto dalla legge, al compimento di un periodo di deposito presso la Segreteria Comunale della durata di dieci giorni, da effettuare successivamente all’esecutività delle relative deliberazioni di approvazione.

      Del deposito è data comunicazione ai cittadini mediante contestuale affissione di avviso all’albo pretorio.

      I regolamenti sono portati a conoscenza della popolazione attraverso idonei mezzi di informazione, che ne mettano in evidenza i contenuti e gli aspetti significativi.


      Art. 8 - Albo Pretorio

      Nella Sede Comunale, in luogo accessibile al pubblico, è individuato apposito spazio da destinare ad Albo Pretorio per la pubblicazione degli atti, dei provvedimenti e degli avvisi soggetti per legge o per statuto a tale adempimento.

      Il Segretario Comunale,  o un Funzionario da lui delegato, è responsabile delle pubblicazioni.



      TITOLO II - ORDINAMENTO ISTITUZIONALE

      Capo I - Gli organi di governo

      Art. 9 - Organi

      Sono organi di governo del Comune il Consiglio, la Giunta ed il Sindaco.

      Gli amministratori nell’esercizio delle proprie funzioni improntano il proprio comportamento a criteri di imparzialità e buona amministrazione.


      Capo II - Il Consiglio

      Art. 10 - Elezione, composizione e durata

      Il Consiglio Comunale è eletto a suffragio universale e diretto ed è composto dal Sindaco e da n. 16 Consiglieri.

      L’elezione del consiglio comunale, il numero e la posizione giuridica dei consiglieri, nonché le cause di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza sono regolate dalla legge o - in mancanza - dal presente statuto.

      Il funzionamento del consiglio è disciplinato da apposito regolamento, approvato a maggioranza assoluta nel rispetto dei principi del presente statuto, che prevede, in particolare, le modalità per la convocazione e per la presentazione e la discussione delle proposte, nonché ogni altra disposizione necessaria al regolare funzionamento dell’Organo.

      Il regolamento indica altresì il numero dei consiglieri necessario per la validità delle sedute, prevedendo che in ogni caso debba esservi la presenza di almeno un terzo dei consiglieri assegnati, senza computare a tale fine il sindaco.

      Il consiglio è dotato di autonomia funzionale e organizzativa.

      Il regolamento fissa le modalità per fornire al consiglio servizi, attrezzature e risorse finanziarie.

      Il regolamento di cui al comma 3 disciplina altresì la gestione di tutte le risorse attribuite al Consiglio per il proprio funzionamento e per quello dei gruppi consiliari regolarmente costituiti.

      I consiglieri entrano in carica all’atto della proclamazione ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal consiglio la relativa deliberazione.

      Il consiglio si avvale di commissioni costituite nel proprio seno con criterio proporzionale.

      Il regolamento determina i poteri delle commissioni e ne disciplina l’organizzazione e le forme di pubblicità dei lavori.

      Le sedute del consiglio e delle commissioni sono pubbliche salvi i casi previsti dal regolamento.

      Le dimissioni dalla carica di consigliere, indirizzate al rispettivo consiglio, devono essere assunte immediatamente al protocollo dell’ente nell’ordine temporale di presentazione.

      Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci.

      Il consiglio, non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo l’ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo.

      Non si fa luogo alla surroga qualora, ricorrendone i presupposti, si debba procedere allo scioglimento del consiglio.

      Oltre che nei casi previsti dalla legge, i consiglieri decadono dalla carica per la mancata partecipazione senza giustificato motivo a tre sedute consecutive del Consiglio. A tale riguardo il Sindaco, a seguito dell’avvenuto accertamento dell’assenza maturata da parte del Consigliere interessato, provvede - con comunicazione scritta - ai sensi dell’art. 7 della legge 241/90, a comunicargli l’avvio del procedimento amministrativo. Il Consigliere ha la facoltà di far valere le cause giustificative delle assenze nonché a fornire al Sindaco eventuali documenti probatori, entro il termine indicato nella comunicazione scritta, che comunque non può essere inferiore a giorni venti, decorrenti dalla data di ricevimento. Scaduto tale ultimo termine, il Consiglio esamina e infine delibera, tenuto adeguatamente conto delle cause giustificative presentate dal Consigliere interessato.

      La decadenza è pronunciata dal Consiglio negli stessi termini e modalità previsti dalla legge per la dichiarazione di incompatibilità.

      Il regolamento di cui al comma 3 disciplina le modalità ed il procedimento di tale decadenza nel rispetto dei principi sanciti dallo Statuto.

      La durata in carica del Consiglio Comunale è stabilita dalla legge.

      Dopo l’indizione dei comizi elettorali e sino alla data delle elezioni per il rinnovo dell’organo, il Consiglio adotta i soli atti urgenti ed improrogabili.

      I consiglieri cessati dalla carica per effetto del rinnovo o dello scioglimento del Consiglio continuano ad esercitare gli incarichi esterni, nei limiti temporali delle norme sul rinnovo degli organismi amministrativi.

      In occasione delle riunioni del Consiglio, sono esposte all’esterno dell’edificio in cui si tiene l’adunanza oltre alla bandiera recante lo stemma civico, e quella recante lo stemma regionale, la bandiera della Repubblica italiana e quella dell’Unione europea, per il tempo in cui l’Organo esercita le proprie funzioni ed attività.

      Nella sala in cui si tiene il Consiglio è esposto il Gonfalone.


      Art. 11 - I Consiglieri

      I Consiglieri Comunali rappresentano l’intera comunità ed esercitano le funzioni senza vincolo di mandato.

      Le prerogative ed i diritti dei consiglieri sono disciplinati dalla legge, dal presente Statuto e dal regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale.

      I Consiglieri hanno diritto d’iniziativa su ogni oggetto di competenza del Consiglio.

      I consiglieri, se in numero pari ad almeno 4,  hanno diritto a richiedere al Presidente del Consiglio la convocazione del Consiglio e l’inserimento all’ordine del giorno di tale seduta delle questioni richieste con tale istanza.

      I Consiglieri hanno potere ispettivo sull’attività della Giunta e degli uffici e servizi dell’Ente, che esercitano in forma organica attraverso le commissioni consiliari e singolarmente mediante interrogazioni, interpellanze e mozioni.

      Le interrogazioni, le interpellanze e le mozioni sono discusse al termine di ciascuna seduta consiliare.

      Ad esse deve essere data risposta nel primo consiglio successivo alla richiesta e comunque nel termine massimo di trenta giorni; il regolamento disciplina le modalità di presentazione di tali atti e delle relative risposte, privilegiando forma che consentano l’informazione dei cittadini e la tempestività dell’esame delle istanze.

      Per l’esercizio delle proprie attribuzioni, ciascun Consigliere ha diritto di ottenere senza particolari formalità dagli uffici comunali, dalle aziende e dagli enti dipendenti, copia di atti, notizie ed informazioni utili ai fini dell’espletamento del mandato.


      Art. 12 - Prerogative delle minoranze consiliari

      Le norme del regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale devono consentire ai Consiglieri appartenenti ai gruppi delle minoranze consiliari l’effettivo esercizio dei poteri ispettivi e di controllo e del diritto d’informazione sull’attività e sulle iniziative del Comune, delle Aziende, Istituzioni e degli enti dipendenti.

      Ai gruppi delle minoranze consiliari spetta la designazione dei Presidenti delle commissioni consiliari  aventi funzione di controllo e di garanzia, ove costituite.

      Spetta altresì ai gruppi di minoranza - con votazione limitata secondo le vigenti disposizioni nazionali e regionali - la nomina di loro rappresentanti negli organi collegiali degli enti, delle aziende ed istituzioni dipendenti dall’ente, nonché in tutte le commissioni anche a carattere consultivo, ove la legge, lo Statuto ed i regolamenti prevedano la designazione da parte del Consiglio di propri rappresentanti in numero superiore ad uno.



      Art. 13 - Prima seduta del Consiglio

      La prima seduta del Consiglio Comunale dopo le elezioni è convocata dal Sindaco nel termine di dieci giorni dalla proclamazione degli eletti e deve tenersi entro 10 giorni dalla diramazione dell’invito di convocazione.

      E’ presieduta dal Consigliere Anziano o - in caso di sua assenza, impedimento o rifiuto - dal Consigliere consenziente che nella graduatoria di anzianità occupa il posto immediatamente successivo.

      Prima di deliberare su qualsiasi altro oggetto, l’Assemblea procede alla convalida dei Consiglieri eletti e del Sindaco ed all’elezione del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio.

      Il Presidente ed il Vicepresidente entrano immediatamente nell’esercizio delle loro funzioni.

      La seduta prosegue con il giuramento del Sindaco, con la comunicazione da parte del Sindaco della composizione della Giunta e, quindi, con la trattazione degli altri eventuali argomenti iscritti all’ordine del giorno.

      Art. 14 - Presidenza del Consiglio

      Il consiglio comunale ha un Presidente e un Vice Presidente eletti tra i propri membri, con votazioni successive e separate, a scrutinio segreto e a maggioranza dei componenti il consesso.

      Qualora dopo il secondo scrutinio nessun Consigliere abbia conseguito la maggioranza richiesta, nella successiva votazione è sufficiente il raggiungimento della maggioranza assoluta dei voti.

      Nel caso in cui anche tale votazione dia esito negativo, il Consiglio procederà al ballottaggio tra i due candidati che nello stesso scrutinio abbiano riportato il maggior numero di voti.

      In caso di parità entrano in ballottaggio il consigliere o i consiglieri più anziani di età.

      Risulterà eletto il Consigliere che avrà conseguito il maggior numero di voti.

      E’ facoltà del Consiglio aggiornare la seduta per il ballottaggio al giorno successivo.

      Il Presidente ed il Vicepresidente durano in carica quanto il Consiglio che li ha espressi; possono essere revocati prima della scadenza del mandato, a seguito di approvazione di mozione di sfiducia, solo per reiterata violazione di legge, dello Statuto, dei Regolamenti o per gravi e reiterati comportamenti pregiudizievoli per la funzionalità ed efficacia dei lavori del Consiglio o lesivi del prestigio dello stesso.

      La mozione può essere presentata dal Sindaco o da almeno un terzo dei Consiglieri assegnati; è discussa e votata a scrutinio segreto entro 15 giorni dalla presentazione e si intende approvata qualora consegua la maggioranza dei 2/3 dei componenti il Consiglio.

      Nella stessa seduta il Consiglio procede alla nomina del sostituto, con precedenza su qualsiasi altro argomento inserito all’ordine del giorno, con le modalità previste ai precedenti commi.

      Il Vicepresidente sostituisce a tutti gli effetti il Presidente in caso di sua assenza o impedimento temporaneo.

      Nel caso di elezione a Presidente o a Vice Presidente di un Consigliere già indicato come Capogruppo Consiliare, il Gruppo interessato deve indicare, al Sindaco, il nome di un nuovo Capogruppo.

      Art. 15 - Attribuzioni del Presidente del Consiglio

      Il Presidente del Consiglio:

      a) rappresenta il Consiglio Comunale;

      b) convoca e fissa le date delle riunioni del Consiglio, sentito il Sindaco, presiede la seduta e ne dirige i lavori;

      c) decide sull’ammissibilità delle questioni pregiudiziali e delle eccezioni procedurali salvo che non intenda promuovere sulle stesse la decisione del Consiglio;

      d) ha poteri di polizia nel corso dello svolgimento delle sedute consiliari;

      e) sottoscrive il verbale delle sedute insieme al Segretario Comunale;

      f) convoca e presiede la conferenza dei Capigruppo;

      g) insedia le commissioni consiliari e vigila sul loro funzionamento;

      h) assicura adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari ed ai singoli consiglieri sulle questioni sottoposte al Consiglio;

      i) esercita ogni altra funzione demandatagli dallo Statuto o dai regolamenti dell’ente.

      Il Presidente del Consiglio esercita le sue funzioni con imparzialità, nel rispetto delle prerogative del Consiglio e dei diritti dei singoli Consiglieri.

      Art. 16 - Linee programmatiche dell’azione di governo dell’ente

      Il Sindaco definisce, con la collaborazione degli Assessori, le linee programmatiche relative alle azioni ed ai progetti da realizzare nel corso del mandato e le presenta - sentita la Giunta - al Consiglio Comunale entro quarantacinque giorni dall’insediamento.

      Il documento contenente le linee programmatiche dell’azione amministrativa e gli adeguamenti successivi sono messi a disposizione dei consiglieri almeno 10 giorni prima della data fissata per la trattazione in consiglio comunale e sono approvati a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati, con unica votazione per appello nominale.

      Il documento così approvato costituisce il principale atto d’indirizzo dell’attività amministrativa e riferimento per l’esercizio della funzione di controllo politico- amministrativo del consiglio.

      Fatte salve le eventuali competenze delle commissioni consiliari in ordine allo stato di attuazione dei piani e dei programmi, l’azione di governo della Giunta ed il programma amministrativo possono essere sottoposti a verifica consiliare straordinaria, nelle forme previste dal regolamento sul funzionamento del Consiglio, ove lo richieda almeno la metà dei consiglieri assegnati.

      Art. 17 - Competenze del Consiglio

      Il Consiglio Comunale ha competenza esclusiva nell’emanazione dei seguenti atti fondamentali:

      a)  atti normativi

      - Statuto dell’Ente, delle Aziende Speciali e delle Istituzioni e relative variazioni

      - regolamenti e relative variazioni, salvo quelli di competenza di altri organi nell’esercizio della propria potestà regolamentare

      b) atti di programmazione

      - programmi

      - piani finanziari

      - relazioni previsionali e programmatiche

      - piani triennali ed elenco annuale dei lavori pubblici

      - piani territoriali e piani urbanistici e relativi programmi annuali e pluriennali di attuazione

      - eventuali deroghe ai piani territoriali e urbanistici, ivi comprese le autorizzazioni al rilascio di concessioni edilizie in deroga ai vigenti strumenti urbanistici generali ed attuativi, nonché i pareri da rendere in dette materie

      - bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni

      - ratifiche di variazioni di bilancio approvate dalla Giunta Comunale nei casi espressamente previsti dalla legge

      - conti consuntivi

      c) atti di decentramento

      - tutti gli atti necessari all’istituzione, disciplina e funzionamento degli organi di decentramento e di partecipazione dei cittadini

      d) atti relativi al personale

      - atti di programmazione e di indirizzo per la formazione delle piante organiche e per l’approvazione del regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi

      - autorizzazione alla polizia municipale a portare armi

      e) atti relativi a convenzioni ed associazioni con altri enti

      - convenzioni fra comuni e fra Comune e provincia

      - accordi di programma

      - costituzione e modificazione di tutte le forme associative fra enti locali

      f)   atti relativi a spese pluriennali

      - tutte le spese che impegnino i bilanci per più esercizi successivi, escluse quelle relative alle locazioni di immobili ed alla somministrazione e fornitura di beni e servizi a carattere continuativo

      g) atti relativi ad acquisti, alienazioni d’immobili, permute, concessioni ed appalti

      - acquisti, permute ed alienazioni immobiliari che non siano previsti in altri atti fondamentali del consiglio

      - appalti e concessioni che non siano previsti in altri atti fondamentali del consiglio

      h) atti relativi ai servizi, alle aziende, alle istituzioni, alle società ed enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza

      - atti di indirizzo da osservare da parte delle aziende, istituzioni ed enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza

      - assunzione diretta di pubblici servizi

      - costituzione di società di capitali, di aziende ed istituzioni ed acquisto di azioni e quote di partecipazione societaria

      - concessioni di pubblici servizi

      - affidamento di servizi o attività mediante convenzione

      i)   atti relativi alla disciplina dei tributi

      - atti di istituzione di tributi e tariffe, nell’ambito delle facoltà concesse dalla legge

      - disciplina generale delle tariffe per la fruizione dei beni e dei servizi pubblici

      - modifica della struttura tariffaria e della disciplina dei tributi e delle tariffe dei servizi pubblici, quando non si tratti di adeguamenti di competenza della Giunta

      l)   accensione di mutui e prestiti obbligazionari

      - contrazione di mutui non espressamente previsti in altri atti fondamentali del consiglio

      - emissioni di prestiti obbligazionari e loro regolamentazione

      - emissione di buoni ordinari e straordinari e loro regolamentazione

      - ogni altra forma di finanziamento o approvvigionamento finanziario

      m)    atti di nomina

      - definizione degli indirizzi per la designazione, nomina e revoca dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende, Società ed Istituzioni

      - nomina dei rappresentanti del Consiglio presso Enti, Aziende ed Istituzioni, quando sia ad esso espressamente riservata dalla legge

      - nomina d’ogni altra rappresentanza del comune in cui sia prevista la partecipazione delle minoranze, salvo diverse specifiche disposizioni statutarie e regolamentari

      - nomina delle commissioni consiliari permanenti, straordinarie e d’inchiesta

      n) atti elettorali e politico - amministrativi

      - esame delle condizioni di compatibilità ed eleggibilità degli eletti

      - surrogazione dei consiglieri

      - approvazione delle linee programmatiche di governo dell’Ente

      - approvazione o reiezione con votazione per appello nominale della mozione di sfiducia

      - esame e votazione delle mozioni e degli ordini del giorno

      - esame e discussione di interrogazioni ed interpellanze

      o)  ogni altro atto, parere e determinazione che sia estrinsecazione od esplicazione del potere di indirizzo e di controllo politico - amministrativo o sia previsto dalla legge quale atto fondamentale di competenza del Consiglio.

      Art. 18 - Commissioni consiliari permanenti

      Il Consiglio per l’esercizio delle proprie funzioni si articola in commissioni consiliari permanenti.

      Il regolamento del Consiglio Comunale ne determina la composizione, nel rispetto del principio di proporzionalità fra maggioranza e minoranze, le modalità di nomina o elezione, il funzionamento, il numero e le attribuzioni.

      I lavori delle commissioni consiliari sono, di regola, pubblici, salvo diversa previsione regolamentare per ragioni connesse all’ordine pubblico o alla riservatezza della sfera privata delle persone.

      Le commissioni hanno poteri referenti, redigenti, di controllo, consultivi ed istruttori in ordine a tutti gli atti generali e le materie di competenza del Consiglio.

      Le commissioni consiliari permanenti nell’ambito delle materie di rispettiva competenza verificano periodicamente lo stato di attuazione dei piani e programmi generali e settoriali e ne riferiscono al Consiglio.

      Esse esercitano altresì il controllo politico–amministrativo sull’andamento delle Aziende speciali, delle Istituzioni, delle società di capitali partecipate dal Comune, nonché sui soggetti concessionari dei servizi pubblici.

      Le commissioni consiliari permanenti possono disporre per l’esercizio delle loro funzioni audizioni di pubblici amministratori e funzionari, compresi il Sindaco, gli Assessori, i responsabili degli uffici e servizi ed il Segretario, i quali hanno l’obbligo di intervenire alle audizioni e di cooperare al raggiungimento degli obiettivi delle commissioni.

      Le commissioni consiliari permanenti hanno facoltà di predisporre e promuovere con le modalità previste dal regolamento l’approvazione da parte del Consiglio di atti d’indirizzo generali e settoriali e di loro integrazioni, modifiche e varianti.

      Il Sindaco, gli Assessori ed i responsabili degli uffici e dei servizi possono partecipare ai lavori delle commissioni permanenti con diritto di parola e di proposta, senza diritto di voto.

      Le commissioni consiliari permanenti hanno diritto di ottenere dagli uffici dell’Ente e da quelli degli enti, aziende ed istituzioni dipendenti o sottoposti a controllo o vigilanza e da tutti gli altri organi le informazioni relative alle materie di rispettiva competenza.

      Alle richieste delle commissioni consiliari non può essere opposto il segreto d’ufficio o il riserbo, salvo che per le categorie di atti esattamente individuate nel regolamento.

      Il regolamento può prevedere l’esercizio di poteri deliberativi delle commissioni, anche in materia di pareri, o per delega del Consiglio.

      Art. 19 - Commissioni consiliari straordinarie, temporanee e speciali

      Il Consiglio può istituire - con deliberazione assunta a maggioranza assoluta dei componenti - commissioni consiliari straordinarie, temporanee, speciali, di indagine e di inchiesta, determinando nell’atto di istituzione i compiti, la composizione, la durata, i poteri di indagine eventualmente conferiti, le modalità di funzionamento e la dotazione di beni, servizi, strutture e personale che sia ritenuta necessaria all’espletamento del mandato.

      I lavori delle commissioni così nominate devono compiersi nel termine assegnato, pena la decadenza automatica della Commissione.

      I lavori delle Commissioni si concludono con la presentazione mediante deposito in segreteria a disposizione del Consiglio entro il termine fissato di una relazione a cura del Presidente della commissione.

      E’ in facoltà dei commissari dissenzienti di presentare relazioni di minoranza nelle stesse forme e termini della relazione della commissione.

      La relazione della commissione e quelle eventuali di minoranza devono essere sottoposte all’esame del Consiglio per l’assunzione di eventuali provvedimenti nella prima seduta successiva a quella dell’avvenuto deposito.

      Art. 20 - Adunanze del Consiglio

      Le sedute del Consiglio Comunale sono pubbliche, fatta eccezione dei casi per i quali il regolamento preveda che le stesse debbano tenersi senza la presenza del pubblico per ragioni connesse all’ordine pubblico o alla riservatezza della sfera privata delle persone.

      Il Consiglio si riunisce con l’intervento almeno della metà dei consiglieri assegnati.

      Nelle sedute di seconda convocazione è sufficiente la presenza di almeno un terzo dei componenti il consesso.

      Nel computo del numero dei componenti del Consiglio necessari per la validità delle sedute non si considera il Sindaco.

      Le deliberazioni sono validamente assunte ove ottengano la maggioranza assoluta dei voti validi, escludendo dal computo le astensioni e, nelle votazioni a scrutino segreto, le schede bianche e nulle.

      Le deliberazioni per le quali sono richieste maggioranze qualificate sono espressamente previste dalla legge o dallo Statuto e dai regolamenti.

      Per gli atti di nomina è sufficiente salvo diverse disposizioni di legge, di Statuto o di regolamento la maggioranza semplice e risulterà eletto chi avrà riportato il maggior numero di voti.

      Art. 21 - Funzionamento del Consiglio

      Il Consiglio Comunale è dotato di autonomia funzionale ed organizzativa.

      Il Consiglio disciplina con proprio regolamento, da approvare a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, lo svolgimento dei propri lavori e di quelli delle commissioni permanenti, straordinarie, temporanee e speciali.

      Il regolamento disciplina altresì l’esercizio delle potestà e delle funzioni dei consiglieri, uniformandosi ai principi statutari e perseguendo l’obiettivo dell’efficienza decisionale.

      Il regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale e delle commissioni consiliari prevede in particolare:

      a)  i termini e le modalità di convocazione del Consiglio, della consultazione degli atti e delle proposte di deliberazione da parte dei consiglieri;

      b) le modalità di svolgimento della discussione e della votazione;

      c)  la formazione dei gruppi consiliari e l’istituzione della conferenza dei capigruppo con funzioni consultive, non vincolanti, di coordinamento dei lavori del Consiglio;

      d) le materie che non possono essere trattate nelle sedute di seconda convocazione, se non con l’intervento di almeno la metà dei Consiglieri assegnati;

      e)  le modalità di esercizio della funzione di indirizzo e controllo politico - amministrativo, nonché il funzionamento delle commissioni consiliari.

      Il regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale può prevedere l’istituzione di un ufficio di presidenza avente il compito di coadiuvare il presidente nell’esercizio delle sue funzioni, disciplinandone le modalità di costituzione, la composizione e l’organizzazione.

      Al Consiglio, nei limiti di disponibilità del bilancio e della dotazione organica,  è assicurata dal regolamento una sufficiente dotazione di risorse finanziarie, di mezzi e di personale per il funzionamento, disciplinandone la gestione e le modalità d’impiego.

      Il regolamento assicura le risorse necessarie al funzionamento dei gruppi consiliari regolarmente costituiti.

      Capo III - Il Sindaco

      Art. 22 - Il Sindaco

      Il Sindaco è il capo dell’amministrazione comunale, eletto democraticamente dai cittadini a suffragio universale e diretto.

      Il Sindaco rappresenta il Comune ed è responsabile dell’amministrazione dell’Ente.

      Sovrintende all’andamento generale dell’Ente, provvede a dare impulso all’attività degli altri organi comunali e ne coordina l’attività.

      Il Sindaco dirige i lavori della Giunta Comunale ed assicura la rispondenza dell’attività degli organi del Comune agli atti generali e di indirizzo approvati dal Consiglio.

      Il Sindaco assume le funzioni di Ufficiale di governo nei casi previsti dalla legge ed esercita le funzioni delegategli dalla Regione, secondo le modalità previste dalle leggi e dallo statuto.

      Per l’esercizio di tali funzioni il Sindaco si avvale degli uffici comunali.

      Prima di assumere le funzioni di Ufficiale di governo, il Sindaco presta giuramento innanzi al Consiglio Comunale, nella prima riunione, dopo l’elezione del presidente, pronunciando la seguente formula: “Giuro di osservare lealmente la Costituzione Italiana”.

      Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con gli stemmi della Repubblica e del Comune, da portare a tracolla.

      Art. 23 - Competenze del Sindaco

      Il Sindaco convoca e presiede la Giunta Comunale e ne fissa l’ordine del giorno secondo le modalità previste dal regolamento.

      Sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici ed all’esecuzione degli atti di tutti gli organi comunali.

      Il sindaco coordina ed organizza, nell’ambito della disciplina regionale e sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio Comunale, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d’intesa con i responsabili delle amministrazioni interessate, gli orari d’apertura al pubblico degli uffici operanti nel territorio, al fine di armonizzare l’esplicazione dei servizi alle esigenze degli utenti.

      Il Sindaco può modificare gli orari degli esercizi commerciali dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni pubbliche interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio in casi di emergenza connessi con il traffico e/o con l’inquinamento atmosferico o acustico, ovvero quando a causa di circostanze straordinarie si verifichino particolari necessità dell’utenza.

      Il Sindaco provvede alla designazione, alla nomina ed all’eventuale revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, società ed istituzioni entro i termini di scadenza del precedente incarico, ovvero entro gli eventuali termini diversi previsti da disposizioni normative.

      Il Sindaco nomina il Segretario Comunale conferisce gli incarichi dirigenziali e di responsabilità di uffici e servizi, nonché quelli di collaborazione esterna ad alta specializzazione, secondo le modalità previste dalla legge e dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.

      Il Sindaco indice i referendum comunali.

      Gli atti del Sindaco, non diversamente denominati dalla legge o dallo statuto, assumono il nome di decreti.

      Il Sindaco promuove, conclude e sottoscrive gli accordi di programma.

      Rappresenta in giudizio il Comune, sia esso attore o convenuto, nell’ambito delle competenze attribuite dallo stesso.

      Il Sindaco informa la popolazione sulle situazioni di pericolo o comunque connesse con esigenze di protezione civile avvalendosi dei mezzi tecnici previsti nei piani e programmi di protezione civile e comunque con ogni altro mezzo disponibile.

      Esercita tutte le altre funzioni attribuitegli dalla legge, dallo Statuto, dai regolamenti e sovrintende all’espletamento delle funzioni statali, regionali e provinciali attribuite o delegate al comune.

      Vigila sull’espletamento del Servizio di Polizia Municipale.

      Firma gli atti generali aventi contenuto discrezionale e di informazione alla cittadinanza.

      Art. 24 - Il Vice Sindaco

      Il Vice Sindaco sostituisce in tutte le funzioni il Sindaco temporaneamente assente, impedito o sospeso dalla carica.

      In caso di assenza o impedimento anche del Vice Sindaco, alla sostituzione del Sindaco provvede l’Assessore più anziano di età.

      Art. 25 - Deleghe ed incarichi

      Il Sindaco ha facoltà di assegnare ai singoli Assessori l’esercizio delle proprie attribuzioni.

      Le funzioni di Ufficiale di governo possono costituire oggetto di delega nei modi e nei termini previsti dalla legge, fatta eccezione per i provvedimenti contingibili ed urgenti, che restano di esclusiva competenza del Sindaco o di chi legalmente lo sostituisce.

      Il Sindaco non può delegare la propria competenza generale di capo e responsabile dell’amministrazione o ricomprendere nella delega tutte le proprie funzioni e competenze.

      La delega può essere permanente o temporanea, generale in ordine a determinate materie o speciale per il compimento di singoli atti o procedimenti.

      L’atto di delega - in forma scritta obbligatoria - indica l’oggetto, la materia, gli eventuali limiti in cui opera il trasferimento della competenza e deve contenere gli indirizzi generali in base ai quali deve essere esercitata.

      La potestà del delegato concorre con quella del Sindaco e non la sostituisce ed il Sindaco - anche dopo aver rilasciato delega - può continuare ad esercitare le proprie funzioni e competenze senza alcuna limitazione.

      La delega può comprendere la potestà di compiere tutto il procedimento amministrativo relativo alla potestà delegata, dalla fase istruttoria a quella di emanazione di atti a valenza esterna.

      La delega può essere revocata dal Sindaco in qualunque momento senza alcuna specifica motivazione, essendo concessa come atto meramente discrezionale nell’interesse dell’Amministrazione.

      Il Sindaco può attribuire ad Assessori e Consiglieri incarico di svolgere attività di istruzione e studio di determinati problemi e progetti o di curare determinate questioni nell’interesse dell’Amministrazione.

      Tali incarichi non costituiscono delega di competenze e non abilitano allo svolgimento di un procedimento amministrativo che si concluda con un atto amministrativo ad efficacia esterna.

      Non è consentita la mera delega di firma.

      Art. 26 - Cessazione dalla carica di Sindaco

      L’impedimento permanente, la rimozione, la decadenza o il decesso del Sindaco danno luogo alla decadenza della Giunta ed allo scioglimento del Consiglio Comunale.

      Il Consiglio e la Giunta restano temporaneamente in carica fino a nuove elezioni.

      Nei casi previsti dal primo comma le funzioni del Sindaco sono assunte dal Vice Sindaco.

      Le dimissioni del Sindaco sono presentate per iscritto al Presidente del Consiglio, il quale ha l’obbligo di riunire il Consiglio entro i successivi dieci giorni.

      Una volta decorso il termine di venti giorni dalla presentazione senza che le dimissioni siano state ritirate, le stesse divengono efficaci ed irrevocabili e danno luogo all’immediata cessazione dalla carica del Sindaco, alla decadenza della Giunta ed allo scioglimento del Consiglio Comunale.

      Di tale evenienza il Segretario comunale dà immediata comunicazione al Prefetto, affinché questi possa adottare tempestivamente i conseguenti provvedimenti per lo scioglimento del consiglio e la nomina del commissario.

      Capo IV - La Giunta

      Art. 27 - Composizione della Giunta

      La Giunta e’ composta dal Sindaco che la presiede e da un massimo di sei Assessori, compreso il Vice Sindaco.

      Il Sindaco nomina il Vice Sindaco e gli Assessori, prima dell’insediamento del Consiglio Comunale.

      Possono essere nominati assessori anche cittadini non facenti parte del Consiglio, in possesso dei requisiti di compatibilità ed eleggibilità alla carica di consigliere comunale, nel numero massimo di due.

      Gli assessori non consiglieri sono nominati, in ragioni di comprovate competenze culturali e tecnico-amministrative, anche tra cittadini che non hanno partecipato come candidati alla elezione del consiglio. Non possono far parte della Giunta contemporaneamente assessori che siano fra loro coniugi, ascendenti, discendenti, o parenti e affini fino al secondo grado ed il coniuge, gli ascendenti, i discendenti ed i parenti ed affini fino al terzo grado del Sindaco.

      Gli stessi non possono essere nominati rappresentanti del comune presso enti, aziende istituzioni ed organismi interni ed esterni all’ente, se non nei casi espressamente previsti dalla legge ed in quelli in cui ciò non competa loro per effetto della carica rivestita.

      La Giunta all’atto dell’insediamento esamina le condizioni di eleggibilità e compatibilità dei propri componenti.

      Gli Assessori non Consiglieri Comunali partecipano ai lavori del Consiglio e delle commissioni consiliari senza diritto al voto e senza concorrere a determinare il numero legale per la validità delle riunioni. Hanno diritto di accedere alle informazioni necessarie all’espletamento del mandato e di depositare proposte rivolte al Consiglio.

      Gli assessori comunque nominati non possono presentare interrogazioni, interpellanze e mozioni.

      Art. 28 - Funzionamento della Giunta

      Nello svolgimento della propria attività la Giunta si uniforma al principio della collegialità.

      Il Sindaco dirige e coordina i lavori della giunta, assicura l’unità d’indirizzo politico degli assessori e la collegiale responsabilità delle decisioni.

      La giunta è convocata e presieduta dal Sindaco.

      Per la validità delle sedute è richiesto l’intervento della metà dei suoi componenti, compreso il Sindaco.

      La Giunta delibera a maggioranza assoluta dei voti; in caso di parità prevale il voto del Sindaco o di chi presiede la seduta in sua vece.

      Le sedute della Giunta non sono pubbliche.

      A discrezione del Sindaco possono essere ammessi a partecipare ai lavori della giunta dirigenti e funzionari del comune, cittadini o autorità, al fine di acquisire elementi valutativi sugli argomenti in discussione.

      Il regolamento disciplina il funzionamento della Giunta per quanto non previsto dallo Statuto.

      Art. 29 - Competenze della Giunta

      La Giunta collabora con il Sindaco nel governo del Comune e per l’attuazione degli indirizzi generali di governo.

      Svolge funzioni propositive e d’impulso nei confronti del Consiglio.

      La Giunta compie tutti gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge e dallo Statuto al Consiglio e che non rientrino nelle competenze del Sindaco, degli organi di decentramento, del Segretario comunale e dei responsabili degli uffici e dei servizi.

      Rientra altresì nella competenza della Giunta l’adozione dei regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, secondo le norme ed i principi stabiliti dallo statuto in materia di organizzazione e di personale.

      Art. 30 - Revoca degli Assessori

      Nel corso del mandato amministrativo il Sindaco può revocare dall’incarico uno o più Assessori, compreso il Vice Sindaco, provvedendo con il medesimo atto alla nomina dei sostituti.

      La revoca è sinteticamente motivata, anche solo con riferimento al venire meno del rapporto fiduciario, ed è comunicata al Consiglio nella prima seduta utile unitamente ai nominativi dei nuovi Assessori.

      Capo V - Norme comuni

      Art. 31 - Mozione di sfiducia

      Il voto del Consiglio Comunale contrario ad una proposta del Sindaco o della Giunta non comporta le dimissioni degli stessi.

      Il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio.

      La mozione di sfiducia, sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri assegnati, senza computare a tal fine il sindaco, deve essere motivata, anche con riferimento al solo venire meno della maggioranza consiliare, ed è messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta dalla sua presentazione.

      Nel caso in cui la mozione di sfiducia sia approvata, il Segretario Comunale ne informa il Prefetto, ai fini dell’assunzione dei conseguenti provvedimenti di scioglimento del Consiglio e di nomina del Commissario.

       

      Art. 32 - Divieto generale di incarichi e consulenze ed obblighi di astensione

      Al Sindaco, al Vice Sindaco, agli Assessori ed ai Consiglieri Comunali e’ vietato ricoprire incarichi ed assumere consulenze, anche a titolo gratuito, presso il comune, nonché presso enti, aziende ed istituzioni dipendenti o comunque sottoposti al controllo ed alla vigilanza dello stesso.

      E’ fatto altresì divieto ai medesimi soggetti di cui al primo comma di effettuare a favore dell’Ente donazioni in denaro, beni mobili o immobili o altre utilità per tutto il periodo di espletamento del mandato.

      I componenti della Giunta aventi competenza in materia di urbanistica, edilizia e lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività professionale in materia di edilizia privata e pubblica nell’ambito del territorio comunali

      Tutti gli amministratori hanno altresì l’obbligo di astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di deliberazioni riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini fino al quarto grado.

      L’obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti a contenuto generale, compresi quelli urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta fra il contenuto dell’atto e specifici interessi degli amministratori o di loro partenti ed affini fino al quarto grado.

      Il medesimo obbligo di astensione sussiste inoltre in confronto dei responsabili degli uffici e dei servizi in relazioni ai pareri da esprimere sugli atti deliberativi ed agli atti di gestione di propria competenza.

      I componenti degli organi di governo e degli organi di gestione devono assumere ogni atto e provvedimento, monocratico o collegiale, nel rispetto delle regole di terzietà, di disinteresse, di imparzialità e di buona amministrazione, astenendosi dall’assumere determinazioni o di concorrervi anche mediante pareri quando per qualsiasi ragione, anche di opportunità, la loro condizione soggettiva giuridica o materiale sia astrattamente suscettibile di violare tali principi.

       

      Art. 33 - Pubblicità delle spese elettorali

      Ciascun candidato alla carica di Sindaco e di Consigliere Comunale e ciascuna lista partecipante alle elezioni devono presentare al Segretario Comunale, al momento del deposito della candidatura e delle liste, una dichiarazione sulla spesa che si prevede di sostenere per la campagna elettorale, indicando anche le relative fonti di finanziamento.

      Tali documenti sono resi pubblici mediante affissione all’Albo Pretorio del Comune per tutta la durata della campagna elettorale.

      Entro venti giorni dalla data di proclamazione degli eletti, il Sindaco, i candidati Sindaci nominati consiglieri, i consiglieri comunali e i rappresentanti delle liste presentano il rendiconto delle spese, raggruppate per categoria.

      I rendiconti sono pubblicati all’Albo Pretorio per la durata di trenta giorni consecutivi e restano depositati in Comune per la consultazione anche successivamente alla scadenza del periodo di pubblicazione.

      Chiunque ha la possibilità di richiederne copia.

       

      TITOLO III - PARTECIPAZIONE

      Capo I - Partecipazione e diritto all’informazione

      Art. 34 - Libere forme associative

      Il Comune riconosce e valorizza le libere forme associative, il volontariato e gli organismi operanti nel territorio con fini sociali e culturali, non aventi scopo di lucro, quali strumenti di espressione e di partecipazione dei cittadini all’amministrazione locale.

      A tal fine il Comune:

      a)     sostiene i programmi e l’attività delle associazioni aventi finalità riconosciute di interesse dell’intera comunità, attraverso l’erogazione di contributi, secondo le norme del relativo regolamento, l’assunzione di iniziative comuni e coordinate ad altre forme di incentivazione;

      b)     definisce le forme di partecipazione delle associazioni all’attività di programmazione dell’Ente e ne garantisce comunque la rappresentanza negli organismi consultivi istituiti;

      c)     può affidare alle associazioni o a comitati appositamente costituiti l’organizzazione e lo svolgimento di attività promozionali, ricreative e in generale attività di interesse pubblico da gestire in forma sussidiaria o integrata rispetto all’Ente;

      d)     coinvolge le associazioni del volontariato nella gestione dei servizi e nella attuazione di iniziative sociali e culturali.

      Per essere ammesse a fruire del sostegno del Comune ed esercitare attività di collaborazione con il Comune, le associazioni devono preventivamente dimostrare la rispondenza della propria attività alle finalità previste dalla presente norma, garantire la libertà d’iscrizione all’associazione a tutti i cittadini residenti nel Comune ed assicurare la rappresentatività e l’elettività delle cariche, nonché la pubblicità degli atti degli organi sociali e dei bilanci.

      Le associazioni operanti nel Comune, in possesso di detti requisiti, sono iscritte, a domanda, nell’albo delle associazioni.

      L’albo è annualmente aggiornato con le modalità stabilite nel regolamento sul decentramento amministrativo e la partecipazione.

       

      Art. 35 - Consulte tecniche di settore

      Il Consiglio Comunale può istituire, disciplinandone la composizione, le funzioni e l’attività, consulte permanenti con la finalità di fornire all’Amministrazione il supporto tecnico e propositivo nei principali settori di attività dell’ente.

      Sono chiamati a far parte delle Consulte i rappresentanti delle associazioni interessate in relazione alla materia assegnata, gli esponenti designati dalle categorie economiche e sociali ed uno o più esperti di nomina consiliare.

      Le consulte di settore possono essere sentite per la predisposizione del bilancio annuale di previsione.

       

      Art. 36 - Il Consiglio Grande

      Il Consiglio Grande è il Consiglio Comunale aperto alla partecipazione dei rappresentanti delle Associazioni di Volontariato che operano nel territorio comunale, regolarmente iscritte nell’Albo comunale delle Associazioni, di cui al comma 4 del precedente articolo 34.

      Il Consiglio Grande si riunisce su temi di particolare rilevanza per la vita cittadina, ogni qualvolta il Presidente del Consiglio - sentito il Sindaco - lo ritenga opportuno, quando lo richieda il Sindaco stesso o almeno un  quarto dei Consiglieri assegnati.

       

      Art. 37 - Proposte di iniziativa popolare e forme di consultazione della popolazione

      Gli elettori del Comune in numero non inferiore a 500 possono presentare al Consiglio Comunale proposte per l’adozione di atti deliberativi rientranti nelle materie di competenza di tale organo, con esclusione degli atti di nomina, di approvazione del bilancio preventivo e consuntivo, di disciplina delle tariffe e dei tributi e di adozione degli strumenti di pianificazione.

      Le procedure e le modalità di presentazione delle proposte di iniziativa popolare, nonché gli elementi essenziali di cui le stesse debbono essere corredate, compresa l’indicazione dei mezzi di copertura della spesa nei casi in cui ciò si renda necessario, sono disciplinate dal regolamento sul decentramento amministrativo e la partecipazione.

      Ai soggetti legittimati alla presentazione delle proposte sono forniti i dati in possesso del Comune ed è assicurata la necessaria assistenza da parte degli uffici.

      Le proposte di iniziativa popolare sono portate all’esame del Consiglio entro sessanta giorni dalla loro presentazione.

      Il Comune promuove forme di consultazione per acquisire il parere della popolazione su determinati argomenti, assicurando la più ampia e libera partecipazione dei cittadini interessati.

      La consultazione dei cittadini può essere realizzata anche attraverso inchieste o sondaggi d’opinione da affidare di norma a ditte specializzate.

       

      Art. 38 - Referendum comunali

      Nelle materie di competenza del Consiglio Comunale, ad eccezione di quelle attinenti alla finanza comunale, ai tributi ed alle tariffe, al personale ed all’organizzazione degli uffici e dei servizi, alle nomine ed alle designazioni, possono essere indetti referendum consultivi, allo scopo di acquisire il preventivo parere della popolazione o referendum per l’abrogazione in tutto od in parte di provvedimenti, compresi gli atti normativi e gli strumenti di pianificazione, già adottati dal Consiglio.

      Non sono ammessi referendum abrogativi di atti politici o di indirizzo e comunque non aventi effetti amministrativi diretti sui cittadini.

      I referendum consultivi ed abrogativi sono indetti dal Sindaco su iniziativa del Consiglio Comunale, assunta a maggioranza di almeno due terzi dei componenti, o su richiesta di almeno un quinto dei cittadini che risultino iscritti nelle liste elettorali al momento dell’inizio della raccolta delle firme.

      Il Difensore Civico decide sulla ammissibilità della richiesta referendaria.

      Il Difensore Civico può essere chiamato anche ad esprimersi in via preventiva sulla formulazione dei quesiti e sull’attinenza degli stessi alle materie suscettibili di consultazione referendaria, senza pregiudizio per la valutazione definitiva circa la sussistenza di tutti gli altri elementi richiesti dallo Statuto e dalle norme regolamentari.

      Le consultazioni referendarie potranno tenersi non più di una volta ogni anno, in giorni compresi tra il 15 aprile ed il 15 giugno o tra il 15 settembre ed il 15 novembre.

      I referendum possono avere luogo anche in coincidenza con altre operazioni di voto, con esclusione delle tornate elettorali comunali, provinciali.

      Il referendum è valido se vi partecipa almeno la metà dei cittadini aventi diritto al voto.

      S’intende approvata la risposta che abbia conseguito la maggioranza dei consensi validamente espressi.

      Nei referendum abrogativi, l’approvazione della proposta referendaria determina la caducazione dell’atto o delle parti di esso sottoposte a referendum, con effetto dal centottantesimo giorno successivo dalla proclamazione dell’esito del voto. Entro tale data il consiglio comunale è tenuto ad assumere gli eventuali provvedimenti necessari per regolamentare gli effetti del referendum ed eventualmente adottare la disciplina sostitutiva degli atti abrogati, in conformità all’orientamento scaturito dalla consultazione.

      Nei referendum consultivi, il consiglio comunale adotta entro quattro mesi dalla proclamazione dell’esito della consultazione le determinazioni conseguenti, coerentemente alle indicazioni espresse dagli elettori.

      Il mancato recepimento delle indicazioni referendarie dovrà essere adeguatamente motivato ed adottato a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.

      Le norme dello statuto comunale possono essere sottoposte esclusivamente a referendum consultivo, onde acquisire l’orientamento dei cittadini sulle proposte di modifica od integrazione.

      Le modalità di presentazione dei quesiti referendari e di raccolta delle firme, le procedure ed i termini per l’indizione della consultazione referendaria sono disciplinate, secondo i principi dello statuto, nel regolamento sul decentramento amministrativo e la partecipazione.

       

      Art. 39 - Diritto d’accesso e d’informazione dei cittadini

      Il Comune esercita l’attività amministrativa secondo criteri di economicità, efficienza, efficacia, trasparenza e imparzialità.

      Le norme regolamentari stabiliscono il termine entro il quale - a domanda o d’ufficio - deve essere emesso il provvedimento richiesto o dovuto.

      In mancanza di termini specifici il termine per l’emissione del provvedimento amministrativo s’intende di trenta giorni.

      Tutti gli atti e provvedimenti che non abbiano contenuto statutario, regolamentare o comunque generale devono essere motivati, devono essere comunicati o notificati in forma idonea a garantirne la piena conoscenza al destinatario e devono indicare il termine entro il quale è possibile proporre ricorso e l’Autorità giudiziaria o amministrativa a cui il gravame va presentato.

      I cittadini hanno diritto - nelle forme stabilite dal regolamento - a partecipare attivamente ai procedimenti amministrativi che producano effetti giuridici diretti in loro confronto o ai quali per legge debbono intervenire.

      Tutti gli atti dell’Amministrazione Comunale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o di regolamento o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del Sindaco, che ne vieti l’esibizione, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone.

       

      TITOLO IV - ORDINAMENTO DEGLI UFFICI E DEI SERVIZI

      Capo I - L’organizzazione amministrativa

      Art. 40 - Ordinamento degli uffici e dei servizi

      L’organizzazione generale dell’Ente e quella degli uffici e dei servizi, la dotazione organica, le procedure di assunzione del personale, le modalità concorsuali ed i requisiti di accesso all’impiego sono disciplinati in uno o più regolamenti, in conformità alle disposizioni di legge, dello statuto e nel rispetto delle norme dei contratti collettivi nazionali di lavoro per il personale degli enti locali.

      I regolamenti di cui al precedente comma, sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, sono adottati dalla giunta comunale, sulla scorta dei principi e dei criteri direttivi approvati dal consiglio comunale.

      Sono esclusi dalla competenza normativa della Giunta gli istituti espressamente riservati per legge al Consiglio o alla contrattazione collettiva nazionale e decentrata e gli atti di gestione del personale conseguenti all’applicazione delle disposizioni generali.

      L’organizzazione degli uffici e dei servizi è improntata a criteri di autonomia operativa, funzionalità ed economicità di gestione e risponde a principi di professionalità e responsabilità.

      La struttura organizzativa si articola in unità operative aggregate, secondo criteri di omogeneità, in ambiti o aree progressivamente più ampi, in modo da conseguire il coordinato esercizio di funzioni tra loro omogenee.

      La dotazione organica e l’organigramma del personale sono qualitativamente e quantitativamente dimensionati in relazione alle esigenze di esercizio delle funzioni e dei servizi gestiti dal Comune ed alle disponibilità finanziarie consolidate dell’ente.

      Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e gli altri regolamenti attinenti per materia prevedono forme per l’esercizio del controllo di gestione e definiscono le modalità per il conferimento degli incarichi di direzione degli uffici e dei servizi, i criteri di valutazione dei dirigenti e del personale e le modalità di revoca dell’incarico.

      Negli stessi regolamenti sono altresì previste forme di coordinamento dell’attività degli uffici, nonché disciplinate la mobilità interna del personale e la formazione professionale, perseguendo l’obiettivo di conseguire la piena integrazione e complementarità tra di vari settori di attività dell’ente.

       

      Art. 41 - Indirizzi e criteri direttivi del Consiglio Comunale

      Il Consiglio Comunale determina nell’ambito dei principi stabiliti dallo Statuto gli indirizzi ed i criteri direttivi cui la giunta uniformerà i contenuti del regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.

      Nell’esercizio di tale attribuzione in particolare il consiglio comunale provvede a:

      a)     definire le linee essenziali dell’organizzazione dell’ente, nonché i criteri per il dimensionamento della dotazione organica in funzione delle esigenze operative dei servizi e della attuazione del programma politico-amministrativo;

      b)     stabilire eventuali limiti e forme di controllo della spesa del personale;

      c)     fissare i limiti del ricorso alla dirigenza esterna ed al personale a contratto di diritto pubblico e privato ed alle collaborazioni ad elevato contenuto professionali;

      d)     definire i criteri atti a garantire il coordinato svolgimento dell’attività degli uffici posti alla diretta dipendenza del sindaco e degli assessori, ove istituiti, per l’esercizio della funzione di indirizzo e controllo, con l’attività degli organismi preposti al controllo di gestione e la generale funzione di indirizzo e controllo spettante al consiglio stesso;

      Gli atti di indirizzo in materia di personale fanno parte necessariamente del documento contenente le linee programmatiche dell’Amministrazione da sottoporre all’approvazione del Consiglio entro sessanta giorni dal suo insediamento.

      Nel corso del mandato amministrativo il Consiglio, di propria iniziativa o su proposta della Giunta, adegua i criteri e gli indirizzi di politica del personale in relazione al divenire delle esigenze organizzative, alla programmazione delle risorse umane e finanziarie ed al fabbisogno di personale.

       

      Art. 42 - Incarichi ed indirizzi di gestione

      Gli organi istituzionali dell’ente uniformano la propria attività al principio dell’attribuzione dei compiti e delle responsabilità gestionali ai funzionari responsabili degli uffici e dei servizi.

      Stabiliscono in atti provvedimenti formali, anche sulla base delle proposte degli stessi funzionari, gli indirizzi e le direttive generali e settoriali per l’azione amministrativa e la gestione, indicando le priorità di intervento, i criteri e le modalità per l’esercizio delle attribuzioni.

      Il Sindaco definisce e attribuisce ai funzionari di congrua e comprovata capacità gli incarichi di direzione degli uffici e dei servizi.

      La direzione degli Uffici e dei servizi può essere altresì attribuita al Segretario Comunale o a Dirigenti e funzionari esterni, in assenza di professionalità analoghe all’interno dell’Ente, con le modalità e nei limiti previsti dalla legge e dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi.

      Gli incarichi di direzione degli Uffici e dei servizi hanno durata temporanea e non possono superare quella del mandato elettorale del Sindaco che li ha conferiti e possono essere anticipatamente revocati nei casi previsti dalla legge e dai regolamenti dell’ente.

      Il provvedimento di revoca è assunto previo contraddittorio con il funzionario interessato, secondo le modalità stabilite dal regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi e nel rispetto delle norme degli accordi collettivi di lavoro.

      Il comune può associarsi con altri enti locali per l’esercizio in comune di funzioni amministrative o per l’espletamento dei servizi, regolando con apposita convenzione i reciproci rapporti, le modalità di svolgimento delle attività gestite unitariamente ed i compiti del personale impiegato

      Gli atti dei responsabili dei servizi non sono soggetti ad avocazione, riserva, riforma o revoca da parte del sindaco.

      In caso di inerzia o ritardo nella assunzione di atti dovuti, di competenza degli stessi o degli organi gerarchicamente sovraordinati, il sindaco assegna ove possibile un termine per l’adempimento e nomina un commissario “ad acta” ove l’inerzia permanga ulteriormente.

      E’ in ogni caso fatta salva l’eventuale adozione di provvedimenti sanzionatori nei confronti del funzionario inadempiente, come anche resta ferma la facoltà del Sindaco di revocare l’incarico di direzione ove ne ricorrano i presupposti.

      Fermo restando quanto previsto al comma precedente, il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi disciplina le ulteriori misure atte a conseguire efficacia all’azione amministrativa ed efficienza nella gestione, compresi i rimedi nel caso di carenze imputabili ai responsabili dei servizi, per inefficienza, violazione delle direttive e degli atti di indirizzo o per altra causa.

       

      Art. 43 - Il Segretario comunale

      Il Comune ha un Segretario comunale con compiti di collaborazione, consulenza ed assistenza nei confronti degli organi dell’ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai regolamenti.

      Il Segretario:

      - assicura il necessario supporto giuridico, amministrativo e di consulenza organizzativa alle decisioni degli organi istituzionali, con pareri scritti od orali, e, su richiesta, attraverso l’apposizione del visto di conformità sui singoli atti;

      - partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio e della Giunta e provvede attraverso persona di propria fiducia alla stesura dei relativi verbali. Le modalità per l’esercizio di tali attribuzioni sono definite nei regolamenti di funzionamento degli organi dell’ente.

      - sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei responsabili degli uffici e dei servizi e ne coordina l’attività, secondo le direttive impartite dal Sindaco;

      Al fine di assicurare unitarietà e complementarità all’azione amministrativa nei vari settori di attività, il segretario in particolare definisce, previa consultazione dei responsabili degli uffici e d’intesa con l’Amministrazione, modalità di snellimento delle procedure amministrative ed adotta le conseguenti direttive operative; formula proposte su questioni organizzative e gestionali di carattere generale e riferisce al Sindaco su ogni situazione di irregolarità, omissione o disfunzione, per l’adozione dei conseguenti provvedimenti.

      Il Segretario adotta provvedimenti con rilevanza esterna a valenza intersettoriale.

      Oltre alle funzioni espressamente previste dalla legge e dallo statuto, possono essere assegnati al Segretario, con regolamento o con provvedimento del Sindaco, compiti specifici o attribuzioni anche a carattere gestionale, ove ciò si renda utile in relazione alle esigenze organizzative dell’ente ed agli obiettivi programmatici dell’amministrazione.

      Il Segretario per l’esercizio delle proprie funzioni si avvale della struttura, dei servizi e del personale dell’Ente.

       

      Art. 44 - Il Vice Segretario

      Il Regolamento e la dotazione organica del personale possono prevedere un posto di Vice-segretario, avente funzioni vicarie.

       

      Art. 45 - Gestione amministrativa

      I Responsabili degli Uffici e dei Servizi sono preposti, secondo l’ordinamento dell’ente, alla direzione degli uffici e dei servizi e sono responsabili della attuazione dei programmi approvati dagli organi istituzionali e della regolarità formale e sostanziale dell’attività delle strutture che da essi dipendono.

      A tal fine ai Responsabili sono riconosciuti poteri di organizzazione, amministrazione e gestione del personale, delle risorse finanziarie e strumentali assegnate, che esercitano nei limiti e secondo i criteri definiti negli atti d’indirizzo.

      Nell’ambito dei servizi cui sono preposti, i Responsabili in particolare:

      a)     assumono gli atti di gestione del personale secondo le norme del CCNL, provvedono all’espletamento delle procedure per la selezione del personale ed alle relative assunzioni previste negli atti di programmazione o autorizzate dalla giunta, alla stipula del contratto individuale di lavoro, all’attribuzione del trattamento economico accessorio. Hanno poteri di iniziativa per l’applicazione delle sanzioni disciplinari ed assumono direttamente i provvedimenti disciplinari che per legge od in base alle norme degli accordi collettivi di lavoro rientrano nella loro competenza;

      b)     espletano le procedure di appalto dei lavori e di fornitura dei beni e dei servizi previsti in atti fondamentali del consiglio o rientranti nella ordinaria gestione dei servizi, assumendo tutti gli atti necessari, comprese la determinazione a contrattare e la conseguente stipula dei contratti;

      c)     curano il corretto svolgimento dei procedimenti attribuiti all’ufficio e individuano i dipendenti responsabili della istruttoria ed, eventualmente, dell’adozione del provvedimento finale;

      d)     esprimono i pareri di regolarità tecnica e contabile, ove previsti, sulle proposte di deliberazione;

      e)     assumono gli atti di gestione finanziaria, di acquisizione delle entrate rientranti nella competenza dell’ufficio, di spesa e liquidazione, nei limiti e con le modalità stabiliti dai regolamenti, dal Piano Esecutivo di Gestione e dagli altri atti di programmazione approvati;

      f) esercitano ogni altra attribuzione prevista dalla legge, dallo statuto od eventualmente conferita dal sindaco.

      Sono di competenza dei Responsabili gli atti costituenti manifestazione di giudizio e di conoscenza, gli atti ricognitori, di valutazione, d’intimazione e di comunicazione, gli accertamenti tecnici, le certificazioni e le legalizzazioni, i verbali e le diffide.

      Fermi restando i compiti riservati espressamente dalla legge e dallo statuto al Sindaco, alla Giunta ed al Consiglio, i Responsabili nell’esercizio delle loro attribuzioni assumono, con le modalità stabilite dai regolamenti e secondo i criteri definiti negli atti di indirizzo, provvedimenti aventi rilevanza esterna, comportanti accertamenti e valutazioni anche di carattere discrezionale.

       

      Art. 46 - Autorizzazioni, concessioni e licenze di competenza dei Responsabili degli Uffici e dei Servizi

      Oltre ai compiti indicati al precedente articolo, spettano ai Responsabili nelle materie rientranti nei servizi di cui hanno la direzione:

      a)  il rilascio di autorizzazioni, licenze e concessioni, che costituiscono esecuzione di disposizioni di leggi, di regolamenti e di atti o attuazione di strumenti di pianificazione generali e particolareggiati;

      b) l’applicazione delle sanzioni amministrative per la violazione delle leggi e dei regolamenti comunali, anche in materia edilizia, e l’adozione degli atti connessi, antecedenti e susseguenti, compresi l’ingiunzione di pagamento ed i provvedimenti definitivi conseguenti alla valutazione di eventuali scritti difensivi.

      Le attribuzioni del Sindaco nei servizi di competenza statale possono essere esercitate dai Responsabili e dai funzionari dell’ente per delega solo nei casi previsti dalla legge.

       

      Art. 47 - Le determinazioni ed i decreti

      Gli atti dei Responsabili degli Uffici e dei Servizi non diversamente disciplinati da altre disposizioni di legge, dello statuto o dei regolamenti, assumono la denominazione di “determinazioni” e sono regolati secondo le disposizioni del presente articolo.

      Gli atti del Sindaco non diversamente disciplinati dalla legge assumono il nome di “decreti”.

      Le determinazioni ed i decreti hanno esecuzione dal giorno stesso dell’adozione o, nel caso in cui comportino spesa, dalla data di apposizione dell’attestazione di copertura finanziaria.

      A tal fine sono trasmessi all’ufficio competente e da questo restituiti, previa registrazione dell’impegno contabile, entro cinque giorni.

      Entro i successivi cinque giorni sono pubblicati all’Albo Pretorio per quindici giorni e depositati in copia presso la segreteria comunale.

      Tutti gli atti del Sindaco e dei responsabili dei servizi sono numerati e classificati unitariamente, con sistemi di raccolta che ne individuano la cronologia, la materia e l’ufficio di provenienza.

       

      Capo II - I servizi pubblici locali

      Art. 48 - I servizi pubblici locali

      Il Comune provvede alla gestione dei servizi rivolti a promuovere e garantire lo sviluppo sociale, civile ed economico della comunità locale.

      Il Comune eroga i servizi pubblici con criteri di obbiettività, giustizia ed imparzialità nei confronti degli utenti, garantendo anche il diritto ad una completa informazione.

      Il Consiglio Comunale individua la forma di gestione dei servizi più idonea tra quelle consentite dalla legge, in relazione alle caratteristiche ed alla natura del servizio e secondo criteri di economicità ed efficienza organizzativa.

      La gestione dei servizi può essere perseguita anche attraverso ferme di collaborazione od in consorzio con altri enti pubblici.

      I servizi possono essere erogati altresì attraverso società a capitale interamente pubblico o attraverso società miste, partecipate dal Comune ed aperte all’apporto di soggetti privati che offrano garanzie di solidità economica e capacità imprenditoriale.

      Fatta salva la disciplina legislativa in materia tributaria, per l’erogazione dei servizi di propria competenza il comune applica tariffe e contribuzioni a carico degli utenti, in modo da conseguire il necessario equilibrio tra costi e ricavi.

      La compartecipazione alla spesa per l’erogazione dei servizi a carattere sociale è determinata tenendo conto delle condizioni economiche e sociali degli utenti, applicando agevolazioni e forme di esenzione totale o parziale.

      Anche in tale ipotesi il gettito tariffario dovrà garantire un adeguato livello di copertura dei costi, considerando anche gli eventuali trasferimenti di risorse da parte di enti e privati e le altre entrate finalizzate.

      Il Sindaco riferisce al Consiglio Comunale sull’attività svolta dagli enti, aziende, istituzioni dipendenti e dalle società a partecipazione comunale, almeno una volta all’anno, in occasione della approvazione dei bilanci consuntivi, al fine di verificarne l’economicità della gestione e la rispondenza dell’attività alle esigenze dei cittadini.

      Al fine di favorire la miglior qualità dei servizi prestati, possono essere stipulati contratti di sponsorizzazione ed accordi di collaborazione nonché convenzioni, con soggetti pubblici e privati, diretti a fornire consulenze o servizi aggiuntivi.

       

      Art. 49 - L’Istituzione

      L’Istituzione è un organismo strumentale dell’ente per l’esercizio dei servizi sociali senza rilevanza imprenditoriale, dotato di autonomia gestionale.

      Sono organi dell’Istituzione il Presidente, il Consiglio di amministrazione ed il Direttore.

      Essi sono nominati dal Sindaco, secondo i criteri definiti dal Consiglio Comunale e salvaguardando la rappresentanza delle minoranze consiliari, e restano in carica per l’intero periodo del mandato amministrativo del sindaco, salvo il caso di revoca anticipata.

      Il Consiglio Comunale disciplina in apposito regolamento le finalità dell’istituzione, l’ordinamento interno, le prestazioni all’utenza e le modalità di finanziamento dei servizi gestiti.

      I bilanci preventivi e consuntivi dell’Istituzione sono allegati ai relativi bilanci comunali.

      L’organo di revisione del Comune esercita la vigilanza anche sull’attività dell’Istituzione.

      Il Comune approva con atto del Consiglio Comunale il piano–programma, comprendente il contratto di servizio che disciplina i rapporti tra ente locale ed istituzione, i bilanci economici di previsione pluriennale ed annuale, il conto consuntivo ed il bilancio di esercizio.

      Art. 50 - Gestione dei servizi in forma associata

      Il comune ricerca e promuove forme di collaborazione con gli altri enti locali e con gli enti istituzionali per lo svolgimento, in ambiti territoriali più idonei, di attività e di servizi di comune interesse, con l’obiettivo di conseguire la migliore efficienza organizzativa, l’economicità della gestione e la piena soddisfazione per gli utenti.

      Possono essere gestite in forma associata anche funzioni amministrative, attraverso la costituzione di uffici comuni che si avvalgono di norma di personale distaccato ed operano in luogo e per conto degli enti aderenti.

      Il Comune può, altresì, delegare ad enti sovracomunali o a comuni contermini l’esercizio di funzioni ed a sua volta riceverne da questi, ove sia in grado di assicurare con risorse proprie, congiuntamente all’apporto economico, di personale e di attrezzature degli enti interessati, un’efficiente erogazione dei servizi.

      I rapporti tra gli enti, le modalità di organizzazione dei servizi ed i criteri di ripartizione degli oneri economici saranno regolati da apposita convenzione.

      Per l’esercizio di servizi a carattere imprenditoriale o di altra natura, il comune può partecipare a consorzi.

      Nelle convenzioni e negli atti costitutivi degli organismi associativi di qualsiasi natura, debbono essere previsti strumenti che rendano effettiva la funzione di indirizzo e controllo degli enti aderenti.

      L’approvazione delle convenzioni per la gestione dei servizi e gli atti costitutivi delle forme associative, comunque denominate, è di competenza del consiglio comunale.

      TITOLO V - DIFENSORE CIVICO

      Art. 51 - Il Difensore Civico

      Il Comune può istituire l’ufficio del Difensore Civico, con apposita deliberazione consiliare da adottare entro 60 gg. dall’insediamento.

      Su deliberazione del Consiglio, il Comune può aderire ad iniziative per la costituzione di un unico Ufficio del Difensore Civico tra enti diversi o anche avvalersi dell’ufficio operante presso altri comuni.

      Il Difensore Civico assolve al ruolo di garante dell’imparzialità e del buon andamento dell’attività dell’amministrazione comunale, delle aziende e degli enti dipendenti, secondo le procedure disciplinate nell’apposito regolamento approvato dal Consiglio Comunale.

      Egli esercita altresì il controllo eventuale di legittimità sugli atti deliberativi del Consiglio e della Giunta, nelle forme e con le modalità previste dalla legge.

      Il Difensore Civico opera in condizioni di piena autonomia organizzativa e funzionale, nell’esclusivo interesse dei cittadini, delle associazioni, organismi ed enti titolari di situazioni soggettive giuridicamente rilevanti.

      Il Difensore Civico ha diritto di ottenere senza formalità dai funzionari e dai responsabili degli uffici e dei servizi copia di tutti gli atti e documenti, nonché ogni notizia, ancorché coperta da segreto, utile per l’espletamento del mandato.

      Il Difensore Civico è tenuto al segreto d’ufficio e riveste nell’esercizio delle attribuzioni la qualifica di pubblico ufficiale.

      Prima di assumere le funzioni presta giuramento innanzi al Sindaco con la seguente formula: “Giuro di adempiere il mandato ricevuto nell’interesse dei cittadini e nel rispetto delle leggi, dello statuto comunale e delle norme regolamentari dell’ente”.

      Il Difensore Civico riferisce periodicamente al Consiglio Comunale e comunque prima della scadenza del proprio mandato sull’attività svolta indicando gli interventi effettuati e segnalando le disfunzioni, le omissioni ed i ritardi dell’amministrazione e degli uffici nei confronti dei cittadini.

      Il Presidente del Consiglio deve iscrivere la relazione del Difensore Civico all’ordine del giorno dei lavori consiliari entro sessanta giorni dalla richiesta.

      Il consiglio comunale può adottare apposito regolamento per il funzionamento dell’ufficio del Difensore Civico, assicurando che siano messe a disposizione dello stesso risorse finanziarie, personale e strutture tecniche e logistiche idonee e sufficienti.

      Al difensore civico può competere un’indennità mensile determinata dal Consiglio Comunale all’atto della nomina, in misura non superiore a quella assegnata agli assessori.


      Art. 52 - Requisiti e modalità di nomina del Difensore Civico

      All’ufficio del Difensore Civico è preposta persona, in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza o altra laurea equipollente, che, per esperienza acquisita, offra garanzie di competenza, probità ed obiettività di giudizio.

      Non possono essere nominati alla carica di Difensore Civico coloro che:

      a)  si trovino in una delle condizioni di incandidabilità, ineleggibilità ed incompatibilità alla carica di consigliere comunale;

      b) abbiano ricoperto nell’anno precedente alla nomina cariche in partiti o movimenti politici a qualsiasi livello o siano stati candidati nelle precedenti elezioni politiche od amministrative locali, provinciali o regionali.

      Il Difensore Civico è eletto dal consiglio comunale a scrutinio segreto, con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati; dura in carica cinque anni decorrenti dalla data del giuramento e non può essere nominato per più due mandati consecutivi.

      Ove l’Ufficio non sia tempestivamente ricostituito alla scadenza del mandato, il difensore civico in carica esercita le funzioni fino alla prestazione del giuramento da parte del successore e, comunque, per un periodo non superiore a quello previsto in via generale dalla legge sul rinnovo degli organi amministrativi.

      Il Difensore Civico può essere revocato dall’incarico prima della scadenza del mandato solo per gravi violazioni di legge, con deliberazione motivata del consiglio comunale, adottata in seduta segreta a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati.

      Ove si verifichi nel corso del mandato una delle condizioni di ineleggibilità od incompatibilità, il difensore civico è dichiarato decaduto con le stesse modalità e procedure previste dalla legge per i consiglieri comunali.

       

      TITOLO VI - FINANZA E CONTABILITÀ

      Art. 53 - Autonomia finanziaria

      Nel rispetto dei principi costituzionali e delle leggi in materia di finanza pubblica il Comune ha autonomia finanziaria, fondata su certezza di risorse proprie e trasferite.

      Il Comune è titolare di potestà impositiva autonoma, che esercita attraverso l’applicazione di imposte e tasse e la riscossione di tariffe, corrispettivi e contributi per l’erogazione dei servizi comunali.

      Entro il mese di dicembre di ciascun anno o nel diverso termine stabilito dalla legge, il Consiglio Comunale delibera il bilancio di previsione per l’anno successivo.

      Il bilancio è corredato della relazione previsionale e programmatica, redatta per programmi, progetti ed interventi, che evidenzi in maniera distinta la spesa corrente consolidata, la spesa di sviluppo e quella destinata agli investimenti.

      Qualora l’Ente non approvi il bilancio preventivo nei termini di legge, il Revisore dei Conti di cui al successivo art. 55 - d’ufficio o su istanza - diffida il Consiglio perché entro venti giorni provveda alla sua approvazione. Decorso inutilmente il termine, il Revisore dei Conti provvede alla nomina di un commissario ad acta con il compito di predisporre ed approvare l’atto, entro il termine di cinquanta giorni dalla scadenza di quello di legge. Il Commissario ad acta è scelto di norma tra membri degli organi di revisione di altri Enti locali. L’onere per la predisposizione è a carico del bilancio dell’Ente in misura pari ad un dodicesimo dell’indennità del proprio Revisore o Presidente  dell’organo di revisione. E’ esclusa ogni altra ipotesi di esercizio di potere sostitutivo riferita all’art. 136 del TUEL n. 267/2000.

      Prima dell’inizio dell’esercizio finanziario la Giunta approva il piano esecutivo di gestione, attraverso il quale predetermina gli obiettivi ed il livello qualitativo e quantitativo dei servizi e delle prestazioni all’utenza ed assegna ai responsabili dei servizi la dotazione finanziaria, strumentale e di personale necessaria per l’ordinaria gestione e l’attuazione degli interventi programmati.

      Nel corso dell’esercizio l’azione amministrativa è strettamente correlata al costante mantenimento dell’equilibrio economico e finanziario ed è soggetta a verifica ed aggiornamenti, in relazione alla realizzazione delle entrate ed all’andamento della spesa.

      I risultati della gestione sono rilevati mediante contabilità economica e dimostrati nel rendiconto comprendente il conto del bilancio finanziario, il conto economico e quello del patrimonio, secondo le disposizioni della legge e del regolamento di contabilità.

      La Giunta comunale entro il trenta giugno di ciascun anno presenta al Consiglio per l’approvazione il bilancio consuntivo dell’anno precedente, accompagnato da una relazione illustrativa dei risultati della gestione, in rapporto alle risorse economiche conseguite ed agli obiettivi definiti in sede previsionale e programmatica.

      I contenuti significativi e caratteristici del bilancio annuale saranno resi noti ai cittadini ed agli organismi della partecipazione con adeguati mezzi informativi.

      Art. 54 - Demanio e patrimonio

      I beni di proprietà del Comune sono soggetti, in relazione alla natura ed alla destinazione, al regime giuridico proprio del demanio e del patrimonio degli enti pubblici.

      La gestione dei beni comunali s’ispira ai principi della conservazione, della valorizzazione e dell’utilità pubblica.

      I beni non impiegati per i fini istituzionali dell’ente e non strumentali alla erogazione dei servizi, sono dati di norma in locazione o in uso, compatibilmente con la loro natura, a canoni tali da conseguire un’adeguata redditività.

      I beni comunali, mobili ed immobili, sono registrati in apposito inventario da redigere, in conformità alle disposizioni di legge, secondo i principi e le tecniche della contabilità patrimoniale. L’inventario è tenuto aggiornato da un funzionario designato dal Sindaco.

      Il funzionario incaricato della tenuta dell’inventario dei beni ha altresì l’obbligo di conservare i titoli, gli atti e le scritture relative al patrimonio del Comune.

      Art. 55 - Revisione economico-finanziaria

      Un Revisore dei Conti, nominato dal Consiglio Comunale, esercita la vigilanza sulla regolarità contabile, economica e finanziaria della gestione del comune e delle istituzioni.

      Il Revisore attesta la veridicità delle scritture contabili e la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione, redigendo apposita relazione che accompagna la proposta di deliberazione del conto consuntivo.

      La relazione deve evidenziare i dati e gli elementi necessari per la valutazione del livello di produttività ed economicità della gestione ed esprime suggerimenti e proposte tese a migliorarne l’efficienza ed i risultati.

      Nell’esercizio delle sue attribuzioni, il Revisore dei Conti ha accesso a tutti gli uffici comunali per effettuare le verifiche e gli accertamenti necessari per l’espletamento dell’incarico ed ha diritto ad ottenere direttamente dagli stessi copia degli atti e dei documenti necessari.

      Il regolamento di contabilità definisce le funzioni del Revisore dei Conti e può attribuire allo stesso ulteriori compiti di verifica e controllo, rispetto a quelli previsti dalla legge, nonché di supporto all’attività degli organi amministrativi dell’ente.

      Il regolamento di contabilità disciplina l’organizzazione ed il funzionamento dell’organo, le modalità di presentazione al Consiglio Comunale del referto su gravi irregolarità della gestione e specifica i rapporti del Revisore con gli organi elettivi e burocratici.

      Il Comune mette a disposizione del Revisore le strutture logistiche, il personale ed i mezzi necessari per lo svolgimento dei propri compiti.

      Il Comune comunica al tesoriere entro venti giorni il nominativo del Revisore.

      Art. 56 - Controllo di gestione e controllo di qualità

      Al fine di verificare lo stato d’attuazione degli obiettivi programmati, nonché l’efficienza, l’efficacia e l’economicità della gestione, è istituito il controllo di gestione, secondo le norme e con le modalità disciplinate nel regolamento di contabilità.

      Per i servizi gestiti direttamente dall’ente e per quelli eventualmente erogati attraverso le istituzioni, deve essere posto in essere un sistema di rilevazione dei costi e dei ricavi secondo le tecniche della contabilità economica analitica, tenendo conto dell’articolazione organizzativa degli uffici e dei servizi.

      Per l’esercizio del controllo di gestione il Comune può avvalersi di professionalità esterne all’ente o di società ed organismi specializzati.

      Nei servizi erogati all’utenza il comune definisce gli standard qualitativi e quantitativi delle prestazioni e determina indici e parametri idonei a misurare e valutare i risultati conseguiti.

      Il livello qualitativo e quantitativo dei servizi è periodicamente verificato con gli utenti, attraverso idonee forme di consultazione anche a campione, ed è costantemente adeguato al mutare delle esigenze e della domanda.

      TITOLO VII - DISPOSIZIONI FINALI

      Art. 57 - Entrata in vigore

      Il presente Statuto è pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione dell’Umbria, affisso all’Albo Pretorio del Comune per trenta giorni consecutivi ed inviato al Ministero dell’Interno per essere inserito nella raccolta ufficiale degli Statuti.

      Il presente Statuto entra in vigore il trentesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nell’Albo Pretorio.

      Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche alle modifiche statutarie.

      Dall’entrata in vigore del presente Statuto e fino alla nomina del Presidente del Consiglio le relative funzioni sono svolte dal Sindaco.

      Art. 58 - Modifiche dello Statuto

      Le modifiche dello statuto sono deliberate dal Consiglio Comunale con il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati. Qualora tale maggioranza non venga raggiunta, la votazione è ripetuta in successive sedute da tenersi entro trenta giorni e le modifiche sono approvate se la relativa deliberazione ottiene, per due volte, il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati.

      Nella stessa seduta può avere luogo una sola votazione.

      Art. 59 - Disposizione finale

      Il Comune adegua tutti i regolamenti alle disposizioni dello Statuto entro sei mesi dalla sua entrata in vigore.